Tag Archive: La vita di Gesù in India



“Soffrire al posto degli gli altri” non aiuta nessuno.
Questo pensiero è tra le illusioni dannose più grandi della nostra specie.

Generazioni intere hanno creduto e continuano a credere che ammalandosi, che soffrendo come la madre, il padre, la nonna.. ecc.. Possano in qualche modo alleviare loro dolore..

Tale disposizione è nella maggior parte dei casi una scelta ingenua, avvenuta nell’infanzia e non si è consapevoli razionalmente.

Liberarci da questa illusione è un’azione importante per favorire il recupero dell’armonia universale stessa e in modo principale per favorire il recupero dell’armonia interiore personale, che è l’unità di misura con cui amiamo di conseguenza.

Bert Hellingher ci porta da decenni il suo grande contributo costante e concreto per chiarire questo tema. 

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Nessun sacrificio è stato perpetuato da chi invocava “basta sacrifici”, da chi si impegnava nel restituire libertà di vivere in serenità a tutti, sé stesso incluso.

Tale illusione è radicata tra noi in modo sottile e profondo e viene sostenuta con il secolare esempio dell’uomo sanguinante e seminudo crocefisso posto quasi in ogni stanza in cui i bambini crescono. “Lui ci amava cosi tanto che si è sacrificato” è il messaggio che risuona dalle voci adulte come una melodia da imitare. Questo è tutt’oggi usato come simbolo di “amore”: un uomo che muore nel dolore per gli altri, il sacrificio è diventato il simbolo dell’amore! 

Ed il paradosso sta nell’usare l’immagine di un uomo che si prodigò a invocare “basta sacrifici”, un uomo che risulta, in più prove rimaste nonostante le stragi perpetuate da chi ne voleva cancellare le tracce, tolto vivo veloce dalla croce, ancora sanguinante, portato in un sepolcro nuovo e protetto per ricevere cure con chili di erbe sacre come mirra e aloe. Si tratta di un uomo visto in più contesti dopo la crocifissione, tra cui il salire su una montagna ed allontanarsi, ovviamente verso il cielo, come ogni altra persona che sale in montagna.  

E portare il suo contributo coerente di pace e saggezza umana in India e altrove.. Dove venne accolto.

A cura di Lisa Sperandio

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ALCUNE FONTI INFORMAZIONI:

Se sapeste come vi amo – Jirina Prekop e Bert Hellinger __se-sapeste-come-vi-amo-icona

La vita di Gesù in India, di Holger Kersten Verdechiaro Edizioni – Questo libro presenta prove inoppugnabili che Gesù ha vissuto in India, dove è morto in tarda età.

Gesù non l’ha mai detto: millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli
Bart D. Ehrman, Mondadori

“Cristo in Kashmir” di Aziz Kashmir, Ed. Atlantide
Secondo una tradizione ancora viva tra le popolazioni del Kashmir e i musulmani indiani, il profeta Gesù (Yuz Asaf ) venne salvato dalle sofferenze della croce e accolto tra le montagne che circondano la valle del Gange, dove continuò l’opera di evangelizzazione.

“Sulle tracce di Gesù l’Esseno. Le fonti storiche buddhiste, islamiche, sanscrite e apocrife” di Fida M. Hassnain, Ed. Amrita
Il professor Fida M. Hassnain, direttore del Museo delle Antichità dello Stato di Jammu e Kashmir (India), ha scoperto delle fonti storiche comprovanti il passaggio di Gesù in Ladakh. I manoscritti scoperti da Hassnain provano che Gesù fu cresciuto e protetto dall’ordine degli Esseni e che trascorse gli anni “mancanti” della sua gioventù in Persia e in India. Egli insegnò agli Ebrei di stanza in Persia, Afghanistan, India e Asia Centrale, insieme a Pietro e a Tommaso, e infine fu sepolto in Kashmir (come Mosé e Maria) fra gente di origine ebrea.

“La Storia non raccontata di Gesù” di Giancarlo Rosati, Ed. IDM, Istituto delle Motivazioni.
In questo lavoro la cosa più interessante non è tanto la narrazione della figura storica di Gesù, che ad ogni modo assume tratti del tutto nuovi e straordinari, quanto la riscoperta del vero insegnamento del Cristo che dovrebbe indurre ad accogliere l’idea che tutto ciò che il Cristianesimo ha ritenuto di sua esclusiva appartenenza in realtà proviene da dottrine ben più antiche di ordine gnostico.

“Gli anni perduti di Gesù – prove documentate dei 17 anni vissuti da Gesù in Oriente di E. Clare Prophet, Ed. Il Punto di Incontro
Antichi testi rivelano che Gesù trascorse 17 anni in Oriente, viaggiando in India, Nepal, Ladakh e Tibet fin dall’età di tredici anni, sia in qualità di studente che di insegnante. Elizabeth Clare Prophet riunisce le testimonianze di quattro testimoni oculari e tre diverse traduzioni di questi documenti straordinari. L’autrice rende nota l’incredibile storia di come il giornalista russo Nicolas Notovitch scoprì i manoscritti nel 1887 in un monastero del Ladak.

“La vita sconosciuta di Gesù” di Nicolas Notovitch, Ed. Amrita

 

 

 


La morte per crocifissione non è logica, ma è teleologica e così come ci è stata tramandata è un falso ( Reimarus c’era arrivato in età illuministica  solo per logica, oggi ci arriva anche il matematico Odifreddi ).
La crocifissione non è stata mai effettivamente oggetto di studio storico: essa è stata prima sottratta ed estratta dal contesto storico aramaico, romano e romano-ellenistico, poi è stata retoricizzata.
Risultano solo dati esteriori, che non hanno spessore e consistenza con la realtà storica e sociale ed economica del tempo: esse sono volutamente poste ed ordinate per fare storia, in una fase successiva.
Luca e Paolo hanno inoltre operato in modo da staccare la figura dell’uomo da quella del Christos, tesi solo alla dimostrazione che la fede è in relazione e in connessione con la morte e resurrezione di Gesù Cristo, non con morte reale di Jehoshua Barnasha: a loro, filoromani, non interessava chi era stato Jehoshua Barnasha (FIGLIO DELL’UOMO), cioè Gesù figlio dell’Uomo, ma la sua figura eroica già mitizzata dalla storia giudaica.
Solo i dati in aramaico possono squarciare il buio della storia su Jehoshua Barnasha, non le fonti cristiane conosciute, inquinate, corrotte e condizionate dall’interpretazione paolina, gnostica, neoplatonica. Corano
La lingua di Jehoshua e degli zeloti è sicuramente l’aramaico che si oppone anche linguisticamente alla lingua ellenistica della dialektos koiné, parlata in Oriente, e al latino parlato di norma in Occidente, noto in oriente: essa è basilare come fonte perché in essa sono i segni veri della cultura giudaica agricola ed è propria di una tradizione antiromana.
CONCLUSIONE: Così tutt’oggi, la vita dell’uomo mitizzato, resta sepolta dai vincitori che hanno raccontato la storia ai postumi a proprio tornaconto ed i postumi continuano a sotterrarla quando non vanno a scavare tra i resti.
IMPORTANTE RIIFLESSIONE:
‘Perchè cercate tra i morti colui che è vivo tra i vivi?’ Questa è la domanda che possiamo leggere in Luca 24:5
Dall’aramaico tale testo riporta i termini “achajuta e techijjuta”. Essi  sono nomi che derivano dal verbo ‘chaja’ cioè ‘vivere’. Significano: ‘rianimazione’, alzarsi, mettersi in piedi.. e non resurrezione.
(Rif. teologo Padre Günther Schwarz e La vita di Gesù in India di Holger Kersten)
Diffondere il messaggio che sia ‘morto in croce per noi’.. Consente a chi ci crede di costruire una vita nell’accettare la sofferenza ed aspettare accondiscendente ‘un’altra vita..’ Tutto questo a scapito degli stessi messaggi cristici (Il regno di Dio è già in mezzo a voi! Luca 17,20-37).

Quale modo migliore per schiavizzare le menti e restare ‘intermediari’ al loro potere?

 Inoltre, abbiamo molti punti simili su cui riflettere e che rinforzano la possibilità di onorare un uomo umanissimo e non  l’idea di un “mito extra dotato”, ad esempio:10155734_237913289739577_3374745006878657854_n
“Uno dei soldati punse il fianco di Gesù con una lancia, facendo zampillare dell’acqua e sangue” (Giovanni 19:34).
La fuoriuscita di sangue è un segno di intatta circolazione, con la lancia che penetra i capillari. Notiamo la parola “zampillare” la quale implica pressione arteriosa. L’acqua era probabilmente fluido di pleurite, presente tra la gabbia toracica e i polmoni.
… Sia chiaro che all’epoca.. Tuttavia, nell’eventualità che la persona non sarebbe rimasta sufficiente lasso di tempo sulla croce, la morte veniva di procedura causata dalla rottura delle gambe, come fu fatto con gli individui che erano stati crocifissi vicino a Gesù, mentre a lui venne risparmiata. Che sia un caso?