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L’acqua è risorsa fondamentale per la vita di tutte le specie viventi.
L’inquinamento dell’acqua è tra i problemi ambientali più sentiti a livello globale.
Avvelenare l’acqua significa modificare le sue caratteristiche, quelle degli organismi che la abitano e dell’ambiente circostante.
La nostra specie però continua ad infierire sulle risorse idriche con comportamenti da mettere in discussione.
Quanto è vero che gli scarichi industriali inquinano l’acqua, tanto è vero che sono singoli acquisti il sostegno di queste industrie, acquisti di prodotti usati in modo costante e quotidiano come ad esempio quelli domestici.
Diventa urgente mettere in discussione le piccole azioni quotidiane che un numero abnorme di noi compie senza darvi troppa importanza e che invece causano importanti conseguenze.
Inquinare con le “pulizie di edifici professionali, pubblici, di casa e di bucato” è una costante grave.
Ogni giorno si usano detersivi e detergenti super profumati mescolandoli in acqua e riversandoli negli scarichi e pertanto nell’ecosistema.
Mentre si pensa a togliere le macchie si continua ad usare agenti chimici molto aggressivi, che contaminano il mondo.
I detersivi, sono agenti tensioattivi che producono schiume stabili e copiose nei fiumi. Queste schiume generalmente formano uno strato molto denso sulla superficie dell’acqua, che si estende nei casi più gravi anche per diverse centinaia di metri. l loro potere inquinante è amplificato dal fatto che lo scarico finisce nelle acque reflue urbane e, se non trattato nel modo corretto, anche nei nostri fiumi e mari.
Leggere etichette non basta perché i produttori di detersivi non sono tenuti per legge ad indicare in etichetta tutti i componenti del loro prodotto.
E certo questi componenti danneggiano pelle cosi come sistema immunitario.
Inutile ricordare che certo non è un caso il continuo aumento di allergie, sfoghi cutanei, eczemi, dermatiti, pruriti e reazioni fastidio fino a serie malattie come la MCS (sensibilità chimica multipla).
Linee guida per riconoscere la maggior parte dei fattori nocivi presenti nei detersivi: Risultati immagini per pulizie domestiche
I FOSFATI
Si usano per contrastare il calcare nell’acqua ed anche se non di origine petrolchimica hanno un effetto destabilizzante e altamente inquinante sulle riserve idriche.
Sono uno dei principali responsabili dell’inquinamento dell’acqua, perché tendono ad inibire la biodegradazione delle sostanze organiche e quindi i trattamenti negli acquedotti pubblici o privati non sono più in grado di eliminarli.
Inoltre avendo un alto potere nutriente (sono molto usati anche nei concimi per le piante) causano l’eutrofizzazione dell’ambiente acquatico: nei bacini idrici le alghe crescono a dismisura, privano l’acqua dell’ossigeno destinato ai pesci e agli altri organismi marini, provocandone la morte e il conseguente cambiamento dell’ecosistema acquatico.
I TENSIOATTIVI
Sono quegli agenti che vengono aggiunti per rimuovere lo sporco da pelle, abiti e superfici della casa e sono così chiamati perchè disciolti in acqua diminuiscono la tensione superficiale, rompono l’interfaccia tra acqua, oli e sporco e facilitano la rimozione delle macchie.
Senza entrare in tecnicismi, possono essere di origine naturale o sintetica, questi ultimi, di derivazione petrolifera, sono i componenti più inquinanti.
LA CANDEGGINA
Altamente nociva per tutti gli esseri viventi acquatici e non.
Il contatto diretto è pericoloso, può provocare danni alla cute, agli occhi o alle vie respiratorie se inalato.
Come potente battericida oltre che inquinante, favorisce la compromissione del nostro stesso sistema immunitario.
SMACCHIATORI
Usati per le macchie più ostinate e sono commercializzati in forma liquida, in gel o spray, danno l’impressione di essere efficaci, ma è un inganno visivo: gli sbiancanti ottici riflettono la luce azzurra e per questo la macchia non si vede più, non si percepisce, ma continua ad esserci!
AMMORBIDENTI
sono dei composti che formano una patina sugli abiti, sono tra le principali cause di allergie e sono molto inquinanti per le falde acquifere.
CONSERVANTI E COLORANTI
Risultano tra i principali responsabili delle dermatiti.
ANTICALCARE
Additivi utilizzati per preservare elettrodomestici e superfici contenenti acidi corrosivi, compromettendo seriamente l’ambiente acquatico e marino.
Molto pericolosi se vengono a contatto con la pelle, gli occhi o inalati.
FTALATI
Sono liquidi incolori spesso utilizzati nel mondo cosmetico e dei detergenti, possono essere contenuti nei profumi sintetici impiegati per conferire una buona fragranza ai nostri capi d’abbigliamento. Sono però ritenuti particolarmente pericolosi per la funzionalità del sistema endocrino umano, sono scarsamente solubili in acqua (ma liposolubili) e poco volatili, quindi risultano particolarmente inquinanti.
ACIDI
Acidi, seppur naturali come l’aceto e acido citrico sono corrosivi per flora e fauna, compromettono anch’essi drasticamente l’ecosistema.
POSSIBILE PULIRE SENZA INQUINARE?
In una visione sempre più consapevole e sempre più attenta alle conseguenze delle proprie azioni sul presente e sul futuro, è certo possibile comprendere come sia utile pulire senza inquinare e addirittura rigenerando l’ambiente proprio con le nostre piccole azioni domestiche.
Possiamo imparare a porre fine ad acquisti di detersivi tradizionali che sono in commercio sotto forma di grandi flaconi liquidi o fustoni di polvere, pesanti e ingombranti e non certo facili da trasportare ne da smaltire.
Economia, igiene, rigenerazione ambientale sono raggiungibili con la conoscenza del microcosmo e la collaborazione con esso che è bene spiegato dal progetto Ecopassaparola – Ti è sufficiente contattarmi ed avrai il supporto gratuito in questo meraviglioso cammino di consapevolezza.
Lisa Sperandio

COSA SONO IO?


E’ un fatto: la nostra specie combina davvero seri guai. Ma perché?

Le rispose qui sono davvero molte.. molte delle quali nascono da mentalità in cui si agisce come “un brutto anatroccolo” che ancora non si è reso conto di esser un piccolo cigno.. e per la nostra menta dualistica è cosi facile oscillare nella confusione.. 

Dunque fermiamoci: è possibile rispondere in modo reale a questa basilare domanda senza prima conoscere tutte le nostre risorse e caratteristiche?
In pratica..
Se avessimo chiesto a lui: “Che senso ha la tua vita?” Lui cosa avrebbe risposto? Lui che si sentiva deriso, diverso, brutto, inutile.. “Oh esisto per soffrire.. E più soffro senza disturbare.. Più sarò felice dopo questa vita”.. Sarebbe stata una potenziale risposta.. Che noi umani tendiamo ad accettare. Eppure.. Seguendo questa risposta.. La sua tristezza sarebbe stata protratta in ogni suo respiro.. sprecando l’esistenza e continuando a generare confusione.. Invece.. Lui, nella favola, è andato oltre.. E.. Solo quando ha contattato la sua bellezza riconosciuta in altri suoi simili realizzati ha potuto conoscere il senso vero della sua esistenza.
E quei suoi simili realizzati, facciamo attenzione.. Non si atteggiavano ne presentavano in quanto “superiori e migliori di lui”!
Per comprendere le autentiche risposte allora abbiamo bisogno di conoscere le nostre caratteristiche intrinseche alla “nostra specie” e porre fine a tutto ciò che riguarda l’illusione. Porre fine, per esempio, a pensieri che ci ingannano facendoci credere che certe qualità appartengano “solo” agli “illuminati, ai prescelti, ecc..” 

Allora comprendiamo che abbiamo bisogno di partire dall’appurare cosa siamo, prima di tutto..

Chiediamoci: “come siamo fatti noi esseri umani, quali sono le nostre caratteristiche ed i nostri limiti?”.. E quando insieme lo riscopriremo..
Sapremo manifestare il “senso del nostro esserci” tanto quanto i fiori che sbocciano in primavera.
Sapremo accogliere i nostri cuccioli.. sapremo stare insieme sereni, con ogni altra forma di vita.


Da questo intento e da queste consapevolezze è nato il seminario INSIDENESS che si terrà a Merano, nel Centro ZenZero, il 22 settembre prossimo.

Perchè un  incontro di laboratorio intensivo con questo nome?

Perchè è fondamentale partire dall’ascolto interiore, dall’osservazione interiore,  dando forza in modo coerente ai nostri intenti amorevoli, di serenità e salute personale e di conseguenza universale.

Nel seminario è possibile apprendere il modo in cui il nostro cervello razionale si forma e si strutturano i dialoghi interiori, in cui la nostra mente “filtra e condiziona” le percezioni sensoriali, si possono conoscere varie pratiche concrete e profonde distinguendo tipologie di meditazioni, è possibile sperimentare il modo in cui la nostra voce può essere benefica ed in grado di generare vibrazioni curative.   Ci sarà spazio sia alla teoria che a pratica con esercizi individuali e di gruppo.

                                                                              Trovare il proprio centro è dunque la base per realizzare il senso stesso della nostra esistenza.. senza aver chiaro “cosa siamo” è impossibile valorizzarci in modo autentico..

Qui c’è l’intento di riconoscere la nostra vera natura: siamo cigni e non vogliamo trascorre la vita generando sofferenza a causa del “credere” di esser “brutti anatroccoli”.

Allora eccoci pronti:  guardiamoci dentro (insideness)

 OBIETTIVI DEL SEMINARIO: 

* comprendere come è strutturata la nostra mente e riconoscendola come filtro sensoriale incisivo sugli altri

* sperimentare più modalità di meditazione
per conoscere la mente, rilassarla e purificarla

*sviluppare serenità ed acquietamento
* sbloccare energie accumulate
* favorire il proprio benessere energetico
* superare sensazioni di timidezza e difficoltà comunicative

* imparare ad osservare la realtà in modo equanime ossia privo di giudizio ed attaccamento

* recuperare la consapevolezza del flusso vitale di cui siamo parte, aprendoci all’esperienza “dell’interessere”

(spazio dedicato anche alla pratica del “mangiare in consapevolezza)

* entrare in sintonia con il bagno di suoni nella frequenza di strumenti ancestrali: campane himalaiane, tamburo medicina, shruti, bastone della pioggia, a percussione e a fiato, canto armonico, tampura, claves….

* valorizzare la propria voce in quanto vibrazione benefica

 * Ogni partecipante riceve il dipinto della propria voce realizzato dall’artista e facilitatrice durante il seminario.

Sono consigliati abiti comodi, calzini caldi e il portare una coperta utile durante alcune pratiche di meditazione.
Il metodo di insegnamento di questo programma è frutto di lavoro profondo e dinamico.

NUMERO LIMITATO DI PARTECIPANTI
Per partecipare è indispensabile iscriversi, compilando il modulo e inviandolo, entro 10 giorni dalla data stabilita.

Il seminario intensivo si svolge sabato 22 SETTEMBRE a Merano dalle 9,30 alle 18 circa

PER ISCRIVERTI CLICCA SU QUESTO LINK——–> ISCRIZIONE SEMINARIO INSIDENESS

Siamo a disposizione di chi desidera organizzare nella propria città il seminario INSIDENESS organizzandosi con noi: tutte le info per contattarci su www.zen0zero.com 

A cura di Lisa Sperandio, Merano


Risulta che fu il grande botanico russo Nikolai Vavilov, nel 1929, a localizzare per primo il paradiso della mela selvatica: nelle foreste che circondano Alma Alta, in Kazakhstan. Per i locali non fu una grande scoperta: Alma Alta significa “padre della mela”.

Le piante della «Foresta dei meli selvatici del Tien Shan» in Kazakistan, sulla Via della Seta sono alte fino a 30 metri e alcune hanno 350 anni.

Tutt’intorno alla città è visibile una vasta estensione di meli selvatici che ricoprono le colline: nessun albero assomigliava neppure vagamente all’altro: ne per la forma delle foglie ne per i frutti. Alcuni crescevano dritti in cerca del sole e altri strisciavano sul terreno o formavano bassi cespugli. Circa un terzo degli alberi era carico di frutti di varie forme e bizzarri.

Ma.. quale abissale differenza tra quel luogo e quello nei filari di mele tipici di alcune regioni come quella del Trentino Alto Adige!

Vavilov comunque fu vittima del rifiuto assoluto della genetica dalla parte di Stalin e morì in una prigione di Leningrado nel 1934 e la scineza non potè usufruire della sua scoperta fino alla caduta del comunismo.

Nel 1989, uno degli utlimi studenti ancora in vita di Vavilov, il botanico Aimak Djangaliev, invitò un gruppo di scienziati americani a vedere i meli selvatici che aveva continuato a studiare di nascosto nel corso di lughi anni del regime sovietico.

Djangeliev aveva 80 anni e desiderava l’aiuto degli americani per salvare i boschi spontanei di Malus sieversii minacciati da un’onda di sviluppo

Da uno scorcio dell’Alto Adige: incesti di piccoli frutteti che tentano di crescere in filari già trattati con veleni visibili nelle ormai tipiche strisce arancioni d’erba bruciata.

che da Alma Alta stava dilagando verso le colline circostanti. Furono stupefatti di trovare intere foreste di meli: alberi di trecento anni, alti 50 metri e grandi come querce! Alcuni con mele grosse e rosse come quelle delle moderne varietà coltivate. Anche in città i meli crescevano tra le spaccature dei marciapiedi. Pare che qualche cosa fecero, se non altro riconoscere i danni provocati dalla persecuzione genetica e “fitosanitaria” evidenziando che li malattie tra i frutteti non se ne notavano.

Eppure, come dimostra la storia della mela moderna, l’addomesticamento è ormai palesemente eccessivo: la ricerca umana per controllare il lato selvaggio della natura (e non accettarlo come ingrediente determinante) si è spinta troppo oltre.

Addomesticare una specie botanica signifca arrivare ad affidarsi per troppo tempo a troppo pochi geni, la pianta perde così la propria capacità di cavarsela da sola: perché ostinarsi a negare l’evidenza invece che ad integrare la lezione e porre rimedio ai danni causati?

Come scrisse Thoreau :”Nella natura selvaggia stà la conservazione del mondo”..allora chiediamoci: “Cosa stà nell’avvelenare la natura”?

Ma cosa vogliamo davvero noi umani?

 

A cura di Lisa Sperandio, Merano

 

 


La terra è sempre più ammalata e non possiamo più permetterci di fare orecchie da mercante: c’è urgenza di mettere in discussione il nostro stile di vita riducendo il più possibile il nostro impatto doloso.

Il lato positivo è che smettere di acquistare inquinamento e smetterla di accumularlo è possibile a tutti noi: nessuno ci obbliga a comperare prodotti industriali provenienti da chissà dove, da mercati privi di etica, nessuno ci obbliga a gettare tra i rifiuti urbani gli avanzi organici MENTRE I MICRORGANISMI EFFETTIVI ci permettono soluzioni meravigliose. Queste riflessioni  sono importanti e ci possono  aiutare moltissimo a fare la differenza e a contribuire ad un mondo migliore.

Il veleno accumulato con un devastante stile di vita compromette la Vita stessa, ogni istante che passa.

Il cambiamento è fondamentale ed è possibile partendo ognuno dal proprio modo di acquistare, di pensare, di agire. In questo spazio troviamo tante concrete risposte a cosa e a come possiamo tutti noi, nelle nostre abitazioni, restituire alla terra..  in modo da permetterle di fare ciò che lei sa miracolosamente fare da sola: trasformare a nostro beneficio continuo.

Gli avanzi alimentari organici non sono rifiuti ma Compost: è il nostro individuale modo di trattarli che fa la differenza.

PERCHÉ COMPOSTARE I RIFIUTI ORGANICI ?
1. I rifiuti organici costituiscono oltre il 30% dei rifiuti prodotti. Differenziandoli o, ancor meglio, compostandoli in casa  possiamo ridurre di 1/3 il volume dei rifiuti prodotti, ridurre di 1/3 i viaggi degli addetti alla raccolta, ridurre di 1/3 il consumo di energia e quindi diminuire di 1/3 inquinamento e costi.
2. Miliardi di anni di evoluzione hanno fatto sì che gli ecosistemi terrestri siano ricchi di organismi e processi capaci di trasformare la materia organica in sostanze ed elementi utili alla vita.
Riportare correttamente alla terra i residui biologici non fa altro che imitare ciò che naturalmente accade negli ecosistemi e che mantiene e arricchisce i suoli naturali e le terre coltivate.
3. In natura, alla fine di un ciclo di crescita di una pianta, ritornano al terreno i resti morti della pianta stessa, oppure i corpi o gli escrementi degli animali che se ne sono nutriti.
Nella moderna agroindustria, tutti i residui di coltivazione vengono eliminati dal suolo e il terreno viene fertilizzato con sostanze minerali senza usare materia organica decomposta , riducendo  in un vortice autodistruttivo la vitalità dei batteri alla base della salute generale. Significa che i fertilizzanti chimici non ricostituiscono la struttura del terreno impoverito, limitandosi a fornire alcuni elementi per la crescita delle piante; allo stesso tempo possono essere facilmente dilavati dalle piogge e nel contempo inquinano fiumi, laghi e mare.
Il mancato uso di compost con microrganismi rigenerativi rende il suolo biologicamente sterile e porta a una progressiva desertificazione dei terreni.

Un terreno ricco di compost, vitale e con piante sane, contribuisce alla qualità della vita.

Un terreno ricco di compost, vitale e con piante sane, contribuisce alla qualità della vita.

4 . Il compost funge da ammendante del terreno. Migliora cioè la capacità di trattenere l’acqua in suoli sabbiosi e ghiaiosi e rende invece più morbidi e drenanti i suoli compatti ed argillosi.
5. Il compost combatte malattie e parassiti delle piante, mantenendo più sane le coltivazioni RENDENDO INUTILE l’uso di fitofarmaci. La soppressione delle malattie è dovuta alla presenza nel compost di batteri e funghi che colonizzano in simbiosi la superficie delle radici, formando una relazione con la pianta che diventa un ostacolo per la colonizzazione degli agenti patogeni.
6.Un terreno ricco di compost, vitale e con piante sane, contribuisce alla qualità della vita di ognuno: proteggendo i suoli dall’erosione e dal dissesto, tutelando le falde idriche e contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria (fornendo ossigeno e sequestrando anidride carbonica).
7.Una volta avviati allo smaltimento (sia esso discarica, incenerimento o pressatura) assieme a plastiche e metalli, anche i più innocui rifiuti organici vengono miscelati a sostanze tossiche e non sono più rilasciabili in natura.

Non differenziare i rifiuti organici non solo crea problemi ambientali (inquinamento delle acque, produzione di gas nocivi) ma impedisce la restituzione alla terra di ciò che le è stato sottratto.

In altre parole non compostando i residui organici trasformiamo una risorsa in un problema.

8. Compostare i rifiuti organici è infine particolarmente conveniente per chi possiede un terreno o anche solo un balcone fiorito: l’autoproduzione di terriccio fertile di buona qualità è infatti un notevole risparmio sulle spese di acquisto e trasporto.. oppure possiamo sempre donarlo a chi ha terra da coltivare.. creando rapporti di scambio.

ECCO INVECE COME COMPOSTARE:

La compostiera domestica nel kit completo di Ecopassaparola con i microrganismi attivati è la soluzione a portata di tutti noi: dalla spazzatura alla Natura.

E’ semplicissimo, costi minimi iniziali per avere il kit, niente odori, niente putrefazione e uova di larve infestanti, comoda in da mettere anche in piccolo spazio. Si ottiene ottimo fertilizzante liquido e compost che per chi non ha terra può essere un’importante idea regalo a chi la ha, in sostituzione di qualsiasi altra tipologia di concime, incluso quello animale che supera in qualità. Consultazione e spiegazione completa gratuita contattandomi al 320 9665324.

Lisa Sperandio, Merano 

zen0zero.com

 

CARI GIORNALISTI, SONO INDIGNATO


Cari giornalisti,
ogni volta che leggo un articolo sul giornale a seguito di decessi per malattie infettive, rimango indignato dal modo che i media contorcono le notizie a proprio piacimento.
Un 42enne di Catania muore, perché?
“Il paziente – spiega a Tribù il dottor Arturo Montineri, direttore del reparto di Malattie infettive del Ferrarotto – era affetto da neoplasia ad interessamento polmonare. Visto il quadro di gravi condizioni generali è difficile stabilire se la morte sia dovuta al morbillo. Anche gli altri tre decessi registrati nel 2017 in Italia hanno riguardato pazienti immunodepressi o con gravi patologie di base”
È difficile stabilire se la morte sia dovuta al morbillo!
Cosa si scrive sul giornale?

Si prende di nuovo spunto da questo ennesimo episodio poco chiaro e si scrive:

Un grafico che rappresenta la situazione in Mongoglia dove nonostante copertura vaccinale 100% (e dovuti richiami agli adulti rappresentati dalle linee tratteggiate) si è presentata una forte epidemia di morbillo (segnata dalle linee rosse)

„Vaccinare i propri figli, non è solo una decisione della salute individuale, ma aiutiamo anche le persone indebolite a causa dell’immunodepressione“.
Come se la causa di morte per morbillo fosse stato un dato certo al 100% e la vaccinazione dei nostri figli sani, sarebbe la soluzione al problema specifico.
Perché piuttosto non scriviamo che, visto che forse ha contratto il morbillo in ambito familiare, l‘uomo avrebbe dovuto prendere le dovute precauzioni e star lontano dal bimbo per almeno 6 settimane, come dice il bugiardino?!
O perché non siete in grado di scrivere la verità sulla reale causa di decesso?
Ma vi rendete conto del danno che state arrecando a tutta la comunità riportando le notizie in questa maniera!
Un lettore profondamente indignato
Andrea Martello – settembre 2017

 

MORTI ALL’IPPODROMO DI MERANO


Foto indicativa di cosa può accadere durante le corse nelle scommesse ippiche.

Sfarzi, festeggiamenti, brindisi di vini rinomati, abiti in stile medioevale sfilati, applausi: tutto questo sostenuto da scommesse di denaro su corse di animali sottoposti a forti stress, viaggi lunghi dentro piccoli contenitori bui trainati su gomma che li conducono per sempre lontano dai loro luoghi di nascita e habitat e li fanno morire uccisi freddamente nel caso in cui cadano e si feriscano. Chi

Uno scatto dalle corse nell’ippodromo di Merano in questo fine settimana.

tra i migliaia di presenti sente l’odore della violenza che li ha condannati alla morte? Chi tra i migliaia di presenti si chiede che ne sarà dell’animale caduto? Pochi e con una sensazione di impotenza dolorosa, etichettati e denigrati come “sentimentalisti”. Ma siamo certi che la maggioranza rappresenti l’evoluzione umana? O forse è viceversa? Quali sono le conseguenze dei comportamenti mossi dall’indifferenza e dal giustificare la violenza sugli animali?

Viviamo nella mentalità sociale dove è legale la caccia e dunque l’uccisione diffondendo terrore e morte pur essendo i supermercati colmi di carne, dove è accettato uccidere “per sport”, dove è giustificato importare animali non autoctoni e poi eliminarli perché “diventano troppi”, dove è plausibile “uccidere i lupi” perché mangiano qualche pecora, dove è indifferente uccidere un cavallo sfruttato ed innocente, sotto gli occhi di migliaia di persone accondiscendenti e paganti questo genere di struttura del tempo definita: “spettacolo”. E poi ci lamentiamo se la violenza persiste?
Una frase saggia evidenzia: uno dei problemi più grandi dell’umanità, è quello di avere un concetto di “famiglia” troppo ristretto. Tant’è che antichi Canti Vedici recitano: “Onora il cielo, la terra e tutto ciò che ci stà in mezzo: vivrai a lungo e sano” mentre i seguenti “comandamenti” riconosciuti dalla religione “di Stato” esaltano: “non uccidere” senza alcuna distinzione di specie e “onora il padre e la madre” venne a sostituire “onora il cielo e la terra” in quanto “padre e madre” di ogni altra forma di vita.

Ogni dubbio alimentato e legittimato in riguardo ci ha condotti alla divisione, alla violenza, allo sfruttamento, all’avvelenamento, all’insensibilità.. ossia tutte difficoltà che ostacolano il benessere autentico e l’armonia cosmica. Ma oggi nessuno è più obbligato ad insistere nel compiere questi orrori e tutti possiamo accedere alle informazioni che ci spiegano che la parentela è grande e non esclude gli animali. La stessa scienza ha raggiunto l’abilità di mappare il genoma degli organismi per vedere che esistono le similitudini nel DNA fra manifestazioni di vita anche con un fenotipo molto diverso, rispetto a quelli più simili esteticamente. Per esempio, uno si aspetterebbe una parentela molto più stretta fra un cavallo ed una mucca, essendo quadrupedi ed erbivori, rispetto ad un pipistrello, però il DNA di un cavallo è più simile proprio a quello di un pipistrello.. rispetto a quello di una mucca.

..uno dei problemi più grandi dell’umanità, è quello di avere un concetto di “famiglia” troppo ristretto.

Questo ci fa capire che l’apparenza estrema non è una buona guida di parentela: non sono i nostri simili a rappresentare esclusivamente la parentela che scorre tra gli uni e gli altri.
In tutti gli organismi viventi siano essi batteri, alghe, funghi, piante, umani o animali, il codice genetico è esattamente lo stesso: tutti gli abitanti di Gaia hanno in comune la stessa essenza, un unico vocabolario. Il codice genetico è universale: la parentela è universale. Qui allora non si tratta di fare i sentimentalisti ma di aprire la mente alla consapevolezza invece di restare ottusi e complici di malessere, che nessun buon vino può curare.
Lisa Sperandio, 25 settembre Merano
UN FILMATO SULLA “GRAN CORSA Siepi di Merano” 2017.09.23
https://www.youtube.com/watch?v=7JCKeI50OJ8
Alcune fonti in cui si accenna dello stato discutibile delle corse ippiche:
– http://www.gonews.it/2015/09/28/muore-un-cavallo-a-merano-lihp-notizia-ignorata-dai-mediamuore-un-cavallo-a-merano-lihp/
– http://www.quotidiano.net/animali/animali-cavallo-ihp-1.1347812
– http://www.spiegel.de/fotostrecke/zwei-pferde-sterben-beim-hindernisrennen-grand-national-in-liverpool-fotostrecke-81105-5.html
– http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/merano-bz-due-cavalli-morti-nella-corsa-ad-ostacoli/32101
– http://www.geapress.org/corse-palii-giostre/quattro-cavalli-morti-nei-grand-national-sparsi-per-il-mondo-video-grand-national-2012-e-cadute-cavalli/26433

LE ARMI E LA VITA


Da una parte centinaia di umani ogni giorno portano terrore e morte con la caccia, tra animali e persone che abitano nei dintorni, dall’altra ogni tanto un orso grida a gran voce e a denti aperti.. ciò che gli altri suoi simili freddati ingiustamente non possono fare: grida, ferisce e spaventa, porta l’umano alla possibilità di vivere tutto quello che la sua specie perpetua alle altre ma si ostina a giustificare pur potendone fare a meno. Quando riusciremo a cogliere il vero messaggio di queste esperienze?

E’ indispensabile una mentalità nuova rispetto ai secoli trascorsi per costruire miglioria davanti a devastanti situazioni planetarie con stiamo facendo i conti: inquinamento, siccità e malattie “rare e sconosciute” sempre più numerose danneggiando in modo permanente la nostra specie, alterando il DNA e le difese immunitarie. Questa nuova mentalità è quella che pone fine all’accettare l’uccisione di altre specie legittimando la caccia, la produzione e diffusione di armi tra cittadini spesso anziani e giovanissimi mai controllati a livello psicologico.

Solo nella mentalità di coerenza è possibile applicare sana tecnologia di prevenzione sia della tutela ambientale che dello squilibrio faunistico: ne siamo perfettamente in grado ma il problema sono i conflitti di interessi dove “i piaceri” di qualcuno e la speculazione economica di molti viene messa in discussione.  

Bisogna anzitutto essere obiettivi ed onesti, rendendoci conto che quando un orso aggredisce un essere umano viene messo alla gogna da tutti i media ma non accade altrettanto nei numerosissimi casi di vittime riconosciuti secondo l’Associazione di Vittime della Caccia. Ad esempio, nella sola stagione venatoria recente, che va dalla fine agosto 2016 alla fine di gennaio 2017, risultano 31 i morti tra cui 4 ammazzati a fucilate e 3 mentre pulivano l’arma. Nella macabra classifica si aggiungono i feriti: 42 di cui 6 persone innocenti sono state scambiate per prede. Io stessa ho vissuto questo terrore nel periodo in cui ero in cinta della mia bambina, abitando per un periodo in una zona di caccia dove non mi era possibile passeggiare senza fare i conti con spari costanti e dunque terrore e rischi. Qui si tratta comunque di una coscienza che riguarda un numero sempre più elevato di italiani contrari a questa “attività” che riporta motivazioni profonde. I cacciatori spesso sparano privi di competenze nel riconoscere il tipo di prede come nel caso di moltissimi volatili in rischio di estinzione ed utili al

Esemplare di ibis nero  rarissimo: nel 2016 è stato trovato ucciso uno con la presenza di oltre 80 pallini da caccia nel corpo, in Val Camonica

recupero di ecosistemi salutistici. Non possiamo dimenticare l’ibis nero  rarissimo il cui corpo è stato trovato con la presenza di oltre 80 pallini da caccia in corpo in Val Camonica. La caccia comporta un devastante disturbo biologico su tutte le specie, anche quelle non prese nei mirini, perché sconvolge i ritmi di vita compresa la possibilità di cercare cibo ed acqua. La crisi ambientale è causata principalmente da sfruttamento di suolo a causa di allevamento del bestiame con comprovate conseguenze sul clima stesso entrando in un vortice di consumo d’acqua per pulirlo, per abbeverarlo e che torna in natura sempre inquinata, traffico su gomma per il trasporto dei capi ai macelli e delle loro singole parti smerciate nei negozi in involucri “usa e getta” come altra causa d’accumulo di rifiuti destinati ad essere ennesimo “materiale tossico”. La caccia poi continua a riempire di piombo delle cartucce il terreno battuto.  In un solo anno i fucili dei cacciatori italiani sparano sul territorio nazionale 500 milioni di cartucce. Vengono così disperse ogni anno nell’ambiente 17.500 tonnellate di piombo sotto forma di pallini, un diluvio di frammenti velenosi che si accumulano nei prati, nei campi coltivati e nei boschi, sul fondo di laghi, fiumi e stagni. A tutto ciò vanno aggiunte le tonnellate di plastica dei bossoli (rif. dati Schietti Domenico). Gravissimo è anche il danno psicologico e addirittura sociale relativo alla violazione del diritto di cittadini che hanno proprietà private li dove questi sparano. Intanto i cacciatori raggiungono età avanzata con crescente probabilità di causare “incidenti” venatori oltre che di restarne vittime e con loro è molto difficile confrontarsi in modo sereno anche a livello di comunicazione, tenendo conto di pericolosi meccanismi in cui subentrano anche i parenti a loro “difesa” percependo i singoli “contro la caccia” come “fastidiosi” quando loro stessi sono “l’ostacolo armato” per una serena convivenza.

Non possiamo più prenderci in giro giustificando l’uccisione degli animali invece di cooperare per prevenirne lo sfruttamento e da qui lo squilibrio faunistico sempre più tangibile con cui facciamo i conti infierendo ovviamente sulla salute di tutto il Globo: questa mentalità è infruttuosa e ostacola la soluzione di un quieto vivere tra specie che noi umani, volendo, possiamo in assoluto realizzare. Rendiamoci indipendenti in modo coerente dalla violenza: questa è una scelta che tutti possiamo fare, restituendo alla nostra specie stessa, un nobile intento d’esistenza, lontana dall’ego e colma di consapevolezza: siamo tutti parte di un unico puzzle che è la Vita ed il benessere di ogni altro tassello incide con il nostro. Non uccidere è molto più che un comandamento: “abbi cura di ogni forma di vita” è l’obiettivo da raggiungere insieme proprio per stare bene insieme.

IMPORTANTE: A Merano, il 5 agosto dalle ore 20,30 è organizzata una serata gratuita a tema in cui ognuno di noi è invitato a partecipare ed avremo la possibilità di ascoltare testimonianze dirette di chi vive difficoltà profonde in un contesto legittimato delle battute di caccia. La prossima ripartirà legittima alla fine di agosto e con essa una strage di squilibri ambientali mossi dalla paura di ogni innocente coinvolto, abitanti umani compresi. I posti sono limitati ed è importante prenotarsi cell. 392 619 8333

A cura di Lisa Sperandio, Merano

ALCUNE FONTI INFO:

SERATA DI PRESENTAZIONE A MERANO: https://zen0zero.com/lu-paer-i-muri-del-buio/ 

Pallini al piombo – milioni di avvelenamenti all’anno:  https://domenico-schietti.blogspot.it/2015/09/divieto-di-caccia-divieto-di-pallini-al.html

MORTI E FERITI UMANI CAUSA LA CACCIA – STAGIONE 2016 http://www.meteoweb.eu/2017/02/stagione-caccia-20162017-31-morti-48-feriti/852311/#OxS6JSO0lZDAQvle.99

IBIS NERO – ESEMPLARE RARO UCCISO  https://www.google.it/search?q=ibis+ucciso+nero&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjVi-6Qi6nVAhWH6RQKHcftBnkQ_AUICigB&biw=1280&bih=580#imgrc=Jd_fotzKOGsf3M:

 


L’arancione è il colore scelto dalle persone che in questo periodo difficile invocano “libertà di scelta”, mosse da una situazione gravosa che vede l’emanazione governativa di un Decreto Legge obbligante, fin da neonati, di sottoporre a molteplici dosi vaccinali con specifici farmaci.

Arancioni sono le magliette che indossano durante le manifestazioni nelle piazze sparse in tutta Italia ed arancioni sono le cornici nelle immagini postate sui profili virtuali.

Arancione.

Anticamente questo colore era il colore dei fuori casta ed in India era indossato dai condannati a morte che venivano condotti al luogo dell’esecuzione, mentre gli asceti, i mendicanti hanno adottato questo colore per la propria veste per indicare il loro stato di estraneità alla comune società umana. Ma il Buddha storico, Gautama dei Śākya, indossava abiti arancioni per simboleggiare la sua rinuncia ad una vita di piaceri principeschi, ancora oggi molti di coloro che abbracciano una vita ascetica seguono questo esempio e per evidenziare, al di là delle parole, che non esistono “caste”, non esistono “persone più o meno importanti e che tutti noi possiamo realizzare la nostra essenza in serenità e armonia”.

Altri credenti induisti indossano abiti arancioni così come anche i buddisti, perché esso è il colore che indicare l’equilibrio del chakra sessuale e perciò l’indipendenza dall’abuso e manipolazione dell’altro.

Con il color arancione dunque viene rappresentato il nostro secondo chakra equilibrato. E’ situato nel plesso sacrale: anteriore è tre dita sotto l’ombelico e posteriore nella zona dell’osso sacro. “Svadhisthana” è il suo nome sanscrito che significa “collocato nel suo proprio posto, dolcezza e dimora”.

L’elemento di risonanza è l’acqua che fa parte degli elementi vitali in grado di purificare, cullare, rigenerare.. La nota musicale è RE, termine che ci porta a recuperare la responsabilità individuale, quella per cui chi invoca “libertà di scelta” bene conosce ed è pronto ad assumersi con fiducia e saggezza anche in nome di chi non può invocarla, perché è piccolo ancora o perché non è consapevole. Rappresentativo del secondo chakra è il pesce, animale simbolo in grado di muoversi nelle profondità marine proprio viaggiando in stormo, insieme ai suoi simili.

Le parole chiave a favore di questo chakra in equilibrio sono: “io sento, io ascolto”. Parole riferite ad un sentire ed ascoltare sia interiore che esteriore, sia del micro che del macro cosmo, riconoscendo che in ogni momento la realtà  è soggetta a cambiamento ed in ogni momento è prezioso scegliere come agire invece di reagire in modo automatico, prestabilito, abitudinario. Chi invoca “libertà di scelta” sa bene che nessuno di noi è identico all’altro, sa bene che nessun figlio è uguale all’altro e che ognuno ha bisogno di essere sentito, ascoltato in modo personale. Queste parole evidenziano anche le emozioni, la maternità e la paternità, le sensazioni e la capacità di percepirle ed abbracciarle,  la capacità di dare e di ricevere,  di scambiare informazioni, di condividere, di assorbire con  sensibilità, raffinatezza energetica, creatività.

E’ il chakra collegato al sesto, quello della razionalità e della comunicazione. In esso è contenuta anche la consapevolezza dell’inganno e del raggiro.

L’arancione è anche il colore del plenilunio, la fase lunare in cui la luna è illuminata dal sole e la sua “faccia” è totalmente visibile dalla Terra, dunque ci evidenzia la lealtà, la trasparenza, la solidarietà.

L’arancione ci porta all’autunno, alle zucche che nutrono nell’inverno lungo.

L’arancione ha come fonte originaria il rosso come il sangue che pulsa è rappresenta l’energia contenuta dall’equilibrio interiore.

L’arancione è fuoco, quello delle candele nelle fiaccolate di chi invoca “libertà di scelta”, fuoco mantenuto entro confini sicuri come il falò attorno a cui si radunano gli amici  per narrare storie, cantare e danzare insieme in tutte le ere e questa è l’immagine con cui concludo la mia visione profonda, rivolta ad un futuro dove questo colore sia vissuto da ognuno di noi senza nemmeno più il bisogno di essere indossato.

Immagine dalla manifestazione “libertà di scelta” a Pesaro, 8 luglio

Forte è la gratitudine nei confronti di tutti coloro che si impegno con costanza e saggezza dando il proprio contributo costruttivo in questa importante causa: è un impegno che traccia la via della libertà autentica al di là dell’apparenza.. perché i semi di piante fruttuose e durature.. si, lo sappiamo: hanno bisogno di mettere radici nelle profondità del buio.

A cura di Lisa Sperandio, Merano

 

http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/07/manifestazione-free-vax-a-pesaro-oltre-40mila-contro-il-decreto-lorenzin-001828865.html

 

 


L’8 luglio a Pesaro si sono riuniti in piazza del Popolo migliaia di persone tra cui avvocati, giudici, medici, pediatri, immunologhi, scienziati, per manifestare in nome della libertà di scelta farmacologica relativa ai vaccini. Da evidenziare che non si tratta di messa in discussione del principio vaccinale ma dell’obbligo a sottoporre neonati a vaccinazioni cumulative di farmaci scelti da chi li impone, privi tra l’altro di studi scientifici sull’impatto a medio e lungo termine provocato sia sul singolo che sulla massa a cui è sottoposto il trattamento. I media hanno nella maggior parte censurato questo fatto, alcuni hanno divulgato informazioni che mettono in dubbio si trattasse di un elevatissimo numero di presenze accennando a possibili alterazioni delle foto pubblicate dai presenti nei vari siti informativi. Davanti a questa realtà molti esprimono compiacimento approvando ed applaudendo alla scelta di chi è al Governo di imporre a prescindere ed a quella mediatica di censurare i fatti scomodi dal proprio punto di vista. Spesso mi sono chiesta cosa abbia permesso a dementi come A. Hitler, e chi con lui, il regnare e  creare lagher, sterminando, sperimentando in modi atroci. Da adolescente avevo già letto tutti i testi diario che la Biblioteca Civica aveva a disposizione in merito. Ora ho la risposta. E sono giorni di totale sconforto intimo. Il nostro Ministro della Salute nelle trasmissioni televisive mette in guardia gli spettatori dalla “disinformazione che si trova su internet” e subito dopo dice senza alcun contraddittorio che “solo di morbillo a Londra nel 2013 sono morti 270 bambini per una epidemia di morbillo molto grave”. Pochi vanno a fondo appurando che nessuna simile epidemia risulta registrata ne morti di bambini a causa di morbillo e quando quei pochi si impegnano a dimostrarne le fonti si sentono rispondere dalla maggior parte delle persone: “Io non leggo il vostro materiale sovversivo”. Ecco, oggi ho la risposta.

Poi si aggiungono altre del genere: “Tu non sei un medico dunque taci”.  Come spiegare in questi contesti, in questo clima che la reattività di ciascuno al medesimo farmaco o trattamento è variabile in modo molto ampio e che implica almeno l’obbligatorietà di analisi in grado di accertare compatibilità individuale, specialmente nel caso di somministrazioni a infanti di pochi mesi, le cui barriere difensive sono ancora con membrana encefalica incapace di ostacolare le sostanze tossiche? Come spiegare la comprovata incidenza percentuale di danni da vaccini, con casi che vanno dai più deboli a quelli estremamente gravi? Come spiegare che un trattamento obbligatorio di massa e uniforme, cioè senza analisi di compatibilità, significa statisticamente condannare una quota certa di individui al danno di una malattia indotta, in alcuni casi grave e mortale? Come approfondire sul perché esistano sempre più bambini dalle difese immunitarie compromesse? Come discutere l’imposizione del Governo di una cura a sua scelta ma con la firma dell’adesione del paziente, il quale non ha scelto nulla, anzi si trova a sottoporre contro volontà un trattamento al proprio figlio. E l’effetto nocebo per cui la scienza ha saputo dare forti dimostrazioni come viene considerato in queste dure circostanze? Come spiegare il conflitto di interessi tra proprietari di brevetti dei farmaci in questione? Come spiegare che l’immunità di gregge è una teoria illusoria secondo plurimi studi comprovati? Non c’è margine di trattativa, non c’è margine di crescita in una mentalità di censura. Senza scontro non c’è incontro. Una storia che amo, racconta di sei ciechi: essi si trovano a toccare qualche secondo per la prima volta un elefante. Nessuno in quel paese sa cosa sia un elefante. Ognuno lo tocca in angolature diverse. L’elefante procede e loro camminano emozionati a vanno a raccontare ai parenti e paesani quanto hanno capito. Inizia quello che lo descrive come una corda perché ha toccato la coda. L’altro, che ha toccato l’orecchio, lo interrompe scocciato: “Ma cosa dici? E’ piatto come un tappeto”. Il terzo lo descrive stabile, come una colonna, poiché toccò una zampa. Il quarto afferma sia come una sciabola giacché toccò la zanna.. Insomma ad un certo punto iniziano a litigare, urlare, picchiarsi tra loro perché uno da del bugiardo all’altro, del pazzo ed i parenti e gli amici prendono parte per difendere i propri conoscenti. Ma ecco che arriva l’uomo che sedeva sull’elefante. Chi ha ragione tra i singoli? Lui spiega: riunite le vostre esperienze e vi potrete avvicinare a cosa sia davvero l’elefante. Coraggio. Mettete via rancori, paure di non essere creduti, paure di essere contraddetti. Mettete insieme i pezzi e vi avvicinerete alla verità e anche alla pace tra voi. La censura e l’indisponibilità di ascolto reciproco uccidono la possibilità di ottenere questo risultato.

A cura di Lisa Sperandio, Merano

FONTI INFO (finché sono accessibili e non censurate consultiamole)

SITUAZIONE 2013 MORTI MALATTIE – LONDRA

Documento ufficiale del governo inglese sui dati epidemiologici riguardanti i casi di morbillo sospetti e quelli confermati

http://apps.who.int/gho/data/view.main.ghe1002015-GBR?lang=en

Sito internazionale Wordl Health Organisation, disponibili tutte le statistiche, paese per paese, malattia per malattia, dei casi di morte:

http://webarchive.nationalarchives.gov.uk/20140505192931/http://www.hpa.org.uk/web/HPAweb&HPAwebStandard/HPAweb_C/1195733811358

VIDEO TRATTO DALLA GIORNATA A PESARO: https://youtu.be/we-Iko8V5Y0

DITTATURA SANITARIA- CRONOLOGIA, PROVE: https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.altrainformazione.it%2Fwp%2F2017%2F06%2F15%2Fcronologia-di-una-dittatura-sanitaria%2F&h=ATNeGb09AM_R67PWh8mgGj5AZlcQ4BYsATSuwCfYGm__OYXrAQnw1OORas6RlVzELWSjJQZ70mTFlndIs_y1yi0aHWsTDR_IBW2Qf0wYXZJVws8aXgvO-BsK-9TZnmwSx8CKb-ileJgE


Valentina Garozzo durante la preparazione all’evento – Merano 1 giugno 2017

Il Centro Olistico ZenZero a Merano ha ospitato la scrittrice di origine meranese Valentina Garozzo per la presentazione, in una serata gratuita, del suo libro “24 giorni in India. Diario di un viaggio interiore”. Il pubblico ha potuto vedere immagini a tema, ascoltare ed interagire con lei mentre trasmetteva le sue emozioni, coinvolgendo, in modo autentico e generoso, i suoi vissuti nel suo conoscere le singole città indiane, tra cui la caotica Delhi, capitale intrinseca di rumori, odori, stili di vita e convivenze a noi occidentali spesso immaginabili. Gli occhi lucidi come quelli puri dei bambini emergevano nel suo affabile spiegare descrivendo le sensazioni nel poter avvicinarsi al Gange, alla sorgente, là dove ancora è pulito e là dove rituali di fuoco sono costanti azioni popolari. Ha fatto da cornice il delizioso buffet in perfetta coerenza con l’attenzione all’impatto che le singole azioni hanno nell’ambiente: pane, salse, dolci vegani, stoviglie e ciotole riutilizzabili, bottiglie di vetro restituibili al venditore locale. Nelle dediche scritte sul suo libro Valentina fa scorrere la sua penna sicura di sé con le parole “grazie per aver contribuito alla realizzazione di un sogno” poiché esso è legato alla raccolta fondi per “Green Acres for Auroville”, in cui si finanzia l’acquisto di terreni nel Green Belt, importanti progetti di educazione di integrazione sociale ed ambientale, ad esempio delle donne durante il periodo mestruale dove vengono “emarginate” e che ancora non sanno come igienicamente cooperare, riforestazione, agricoltura sostenibile e Permacultura. Tutto questo avviene in un villaggio creato nel deserto, nato nel febbraio 1968 riunendo 124 nazionalità diverse con l’intento di vivere insieme in modo armonioso con sé stessi ed ogni altra forma di vita, senza escludere radici culturali e religioni, piuttosto valorizzandone il cuore di ciascuno. Il Centro Olistico offre un’ampia scelta di seminari, lavori di gruppo, sessioni individuali ed incontri con lo stesso intento, di mese in mese, lavorando su prenotazione: cell. 392 619 8333

COME ACQUISTARE IL LIBRO DI VALENTINA GAROZZO:

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APPUNTAMENTI NEL MESE DI LUGLIO AL CENTRO ZenZero:

*sabato 8 WORKSHOP 9,30-18 circa LA COMUNICAZIONE EFFICACE – Dr.ssa Psicologa, Psicoterapeuta Sabrina D’amanti
*domenica 9 WORKSHOP 9,30-18 circa POSIZIONI FAMILIARI E SISTEMICHE – Metodo B. Hellinger
*sabato 15 WORKSHOP 9,30-18 circa LA VOCE IN ARMONIA – Pratiche meditative e contatto con le proprie risorse
*venerdì 28 serata BAGNO DI SUONI – immersione di suoni ancestrali suonati dal vivo con armonici vocali

*domenica 30 WORKSHOP 9,30-18 circa CIBO & EMOZIONI – Alimentazione sana e corretta a cura di Patrizia Pascucci  Psicoterapeuta  ed   Ilenia Lazzaro  Naturopata

 

TUTTE LE INFO SUL CENTRO OLISTICO ZenZero: www.avepavistara.com