Category: PROGRESSO



Oggi si aprono le scuole e come si accolgono i nostri bambini?

Mentre alcuni amministratori pubblici continuano a farsi riprendere anche senza indossare bavagli e si “salutano” toccandosi con i gomiti, proprio li dove si indica, da mesi, di tossire e starnutire..

Le misure “anti Covid” imposte nei distretti scolastici sono tremende sotto ogni aspetto immaginabile sia dal punto di vista del minore che del corpo docente e sempre più è chiaro che siano compromettenti la salute psicofisca di ogni coinvolto.

Ce lo spiegano molti medici ormai e possiamo ascoltarlo nel  video, che riporto qui in articolo, dalla voce materna accorata della dottoressa Anna Rita Iannetti, Medico di prevenzione pronto soccorso, chirurgo, Master PNEI psiconeuroendocrinologia, dedita ad educazione alla salute da trent’anni:

https://youtu.be/Nh_A2KeDRk4

Ogni volta che ascolto le sue parole piango perchè esprime la mia disperazione davanti a queste follie e quella di moltissimi tra noi. Ma abbiamo delle soluzione a portata di mano.

Nelle imposizioni da adottare secondo decreti sono inclusi gli usi costanti di disinfettanti assolutamente tossici, dichiarati in etichetta come pericolosi, facilmente infiammabili, da non inalare, corrosivi.

Questo significa infierire in modo devastante, restando per molte ore in ambienti inquinati, impregnati di Cov, Composti organici volatili e battericidi a scapito del sistema immunitario che invece andrebbe assolutamente ed a maggior motivo rispettato e questo è possibile farlo con l’uso di detergenti probiotici e che conosciamo anche con il nome “microrganismi effettivi”.

Si tratta di un accurato insieme di batteri buoni,  fondamentale per chiunque oggi più che mai perchè non sono solo in grado di bonificare e cioè disinquinare da tossicità sia degli spazi in cui viviamo che di noi persone …ma addirittura rinforzano il sistema immunitario.

Fatto è che non si tratta di qualche cosa di innovativo ma di conosciuto dagli anni 80 e sempre più comprovato.

Ne ha parlato in Senato la Dottoressa Caselli Elisabetta alle porte del 2019 portando conferme scientifiche per contrastare il problema enorme delle morti di infezioni ospedaliere che da anni registra numero di vittime di gran lunga superiori di quanto segnato dal cov19 e sarebbe sufficiente venissero sostituiti a tutti gli attuali sistemi di pulizia paradossalmente inquinanti e favorevoli alla batterio resistenza.

Li hanno chiesti molti cittadini, tra cui io stessa, fin dal primo mese di isolamento forzato, scrivendo PEC a tutti i distretti sanitari e ambientali della Nazione ed in particolare direttamente ad alcuni sindaci come ad esempio a Merano.

Ma nel silenzio di considerazione dalle amministrazioni governative, per contro si continua ad imporre l’uso di disinfettanti che devastano ambiente, infieriscono sul microbioma umano e dunque le nostre difese immunitarie.

Le pratiche dette “di sanificazione chimica” sono costi che di fatto pesano sulla stessa salute personale ed ambientale che sappiamo sono della comune importanza.

La preoccupazione riguardo ai nostri bambini in situazioni cosí gravi davanti a procedure imposte palesemente contro il loro e il nostro benessere è ormai incontenibile.

Chiediamo di investire con probiotici che sono alla portata di tutti, sicuri, certificati ed addirittura economici.

L’uso di microrganismi effettivi da benefici immediati: sanno abbattere la diffusione di germi patogeni sia in spazi all’esterno che all’interno, addirittura negli allevamenti, nelle falde e nei fiumi causati invece dall’uso di disinfettanti, detergenti, concimi, battericidi.

Sanno migliorare ed aumentare i valori nutrizionali di frutta e verdura con cui vengono in contatto.

Sono essenziali per piante, biodiversirà, animali, persone immunodepresse per cui intolleranti e allergici, favorendo il rinforzo immunitario in assoluto.

Qui è chiaro come possono essere risolutivi e necessari e quanto sia indispensabile la consapevolezza diffusa della loro esistenza per ognuno di noi così come del sceglierli con urgenza per creare ambienti salubri in cui crescere i nostri bambini sereni invece che nell’intossicazione e paura.

Ma mentre “dall’alto” danno disposizioni assurde che includono anche veleni da respirare e assorbire, cosa possiamo fare tutti noi? Possiamo sceglierli noi stessi comunque, aiutandoci tra noi a conoscerli e diffonderli per portare beneficio all’essenziale microbioma nostro e dei nostri figli.

Ormai è chiaro che non abbiamo altro da fare se non rimboccarci le maniche e comprendere noi stessi cosa sia il “vero bene reciproco”.

A Bronzolo, Trentino Alto Adige, alcuni genitori e docenti si sono uniti da mesi e, contando sulle risorse umane come la comunicazione autentica, hanno spiegato alla sindaca del paese in merito a questa importante possibilità di usare i microrganismi effettivi nelle scuole. In risposta l’iniziativa è stata adottata all’interno degli uffici comunali mentre restano scatole di tutt’altro per l’accoglienza scolastica.

Testo raccolta firme a Bronzolo

Pertanto si sta raccogliendo firme, protocollando la richiesta in modo ufficiale.-

In questo articolo posto la documentazione in modo che altri tra noi possano prendere spunto.

Chi tra noi voglia avere sostegno per accogliere subito i probiotici nella propria vita mi contatti in modo di avere sia spiegazione basilare, certificazioni ed assistenza continua gratuita.

Per i nostri bambini e per le nostre bambine, per noi che abbiamo bisogno di forza nel stare loro accanto mentre crescono e sbocciano come fiori di prugni.. per i nostri anziani che hanno bisogno della nostra forza per stringere loro la mano nel sorreggerli…  vogliamo ben altro che follia: vogliamo rigenerazione, biodiversità, voglia di sorridere alla vita che sappiamo è meravigliosa nella sua natura perfetta se non contrastata da atteggiamenti corrotti e corrosivi.

E non a caso siamo una specie che può scegliere, con coscienza delle conseguenze che le sue scelte implicano: basta veleni, basta battericidi, vogliamo passare al nuovo paradigma, vogliamo vivere PRO BIOS.

A cura di  LISA SPERANDIO

Operatrice olistica e facilitatrice di meditazione consapevole del maestro Zen Thich Nhat Hanh, certificata dall’European Institute of Applied Buddhism.
Artista pittrice fin da bambina, ha una carriera artistica di mostre nazionali e internazionali, vincitrice al 5 premio 2016 Arte Contemporanea e Moderna in Fiera Dolomiti, ideatrice del “dipinto alla voce”. Autrice dei romanzi: “Vivere, …ancora” e “Primavera sola”.
OSA specializzata nell’infanzia, ha esperienza come assistente all’integrazione in Asili Nido e scuole dell’obbligo, è formata in Reiki secondo Metodo Usui Shiky Ryho, in Hoffman Quatrinity Process, Master of Voice & Sound Healing e Costellazioni Familiari e Sistemiche, personalizzando con Tàm Bhin An il  metodo “Posizioni Famigliari”
Referente nazionale del progetto “probiotici e rigenerazione ambientale” dal 2017

CONTATTI: mail lisasperandio@gmail.com – fb LISA SPERANDIO

Riferimenti citati in articolo:

 

 

 

INCHINIAMOCI ALLA TERRA


E’ trascorso più di un anno da quando ho scelto di chiudere il nostro Centro Olistico a Merano e nel frattempo molto è accaduto.  Viviamo in un contesto in cui gli incontri umani ed il lavori di gruppo, essenziali, preziosissimi nelle loro profonde risorse, sono contrastati a favore di paura, disagio.

L’aumento di tensione, tra senso di impotenza e voglia di agire, è grande.

Per questo ho scelto di condividere pubblicamente questa pratica che ho approfondito ed applicato nei nostri seminari intensivi ed incontri individuali, lasciando che ognuno di noi possa applicarla al bisogno e beneficiarne il più possibile.

Si tratta della pratica “Inchino alla Terra”.

Si sceglie un luogo protetto per praticare e si tengono distanti cellulari e dispositivi elettronici in genere, anche orologi.

La pratica è utile per lasciare andare l’idea e la sensazione di essere identità separate e per ricordarci che noi siamo la terra e facciamo parte della Vita: siamo tasselli di un puzzle.  Inoltre ci permette di sciogliere i nodi emotivi, le tensioni energetiche, anche da traumi ereditati e non elaborati, per permettere alla Terra di trasformarli in beneficio universale.

PER COMINCIARE:
Si comincia dalla posizione in piedi. Si porta energia equilibrata su ogni gamba e con una postura naturale, mai forzata. I piedi sono distanti l’uno dall’altro esattamente come lo sono le spalle.

Consiglio di registrare quanto riporto qui sotto e ascoltarvi poi nella registrazione oppure memorizzate e poi agite di conseguenza. In genere è piacevole fare prima esperienza con la registrazione.

Riconosco la stabilità dei mie piedi che sono come le radici degli alberi ma hanno la caratteristica di sapersi anche muovere.
Chiudo gli occhi.
Unisco le mani davanti al mio cuore, dando loro la forma di un bocciolo di loto.

Porto attenzione al mio respiro ed attendo affinché sia profondo, entrando bene nei miei polmoni e riempiendo anche la pancia, restandovi e poi uscendo.

Con calma abbasso la mia testa verso il mento ma senza toccarlo, poi lascio scendere verso il basso le mie spalle e le mie braccia con le mani finché i miei arti superiori penzolano leggeri verso il basso.

Allungo la mia schiena, la mia spina dorsale,  in modo da abbandonare comodamente a terra le braccia, le spalle, la testa di fronte a me, toccando la terra, se riesco, con le mani.

Le mani sono ora rivolte verso l’esterno rispetto al mio corpo e verso l’alto, mostrando così la mia apertura.
Inspiro tutta la forza e la stabilità della terra.
Espirando lascio andare l’attaccamento verso ogni sofferenza.

1- Con gratitudine mi inchino a tutte le generazioni di antenati: riconosco mio padre, mia madre in me, in ogni mia cellula. Porto in me la vita, l’esperienza, la saggezza, la felicità e la tristezza di tutte le generazioni.
So che i genitori ed i nonni amano i loro figli e nipoti, anche se non sempre sono capaci di esprimerlo a causa delle difficoltà che incontrano.
La mia vita è la loro benedizione, sostegno e forza. La mia pace è la loro pace.

2- Con gratitudine mi inchino a coloro che mi mostrano la via dell’amore, della comprensione, il modo di respirare, sorridere, comprendere, vivere il momento presente. Mi apro all’energia della comprensione, della gentilezza amorevole.

3- Con comprensione e compassione mi inchino per riconciliarmi con tutti coloro con cui ho sofferto. Ora so che a loro volta hanno subito grande sofferenza e che si sentono carichi di dolore, rabbia, odio. Riconosco la loro sofferenza e non desidero nutrire alcun malessere. Che ognuno possa trasformare questi sentimenti in gioia di vivere, ponendo fine al far soffrire se stessi e gli altri.

4- Con gratitudine mi inchino alla terra. Comprendo di ricevere pienezza dell’essere, nutrimento, protezione dalla terra e da coloro che sono vissuti: con i loro sforzi hanno reso possibile la mia vita. Li ricordo tutti, noti e ignoti. Riconosco la loro esperienza di pace e armonia con piante, animali e minerali. Mi impegno nel portare il mio contributo alla trasformazione della violenza, dell’odio, delle illusioni che ancora si trovano nel profondo della coscienza collettiva, così che le generazioni future abbiano sicurezza, gioia e pace.

Ora alzo lentamente le mie spalle, mani e braccia, poi alzo la testa, per ultima. Lentamente. Sorrido.

E sempre lentamente apro i miei occhi.

La pratica può essere fatta con un unico inchino ma chi desidera può provare anche a fare un inchino per ogni intento elencato a seconda di come preferisce e si sente meglio.

Il mio consiglio è di iniziare con un inchino unico, poi quando si ha fatto più esperienza sulla postura, si può scegliere di fare più inchini.

A cura di  LISA SPERANDIO

Operatrice olistica e facilitatrice di meditazione consapevole del maestro Zen Thich Nhat Hanh, certificata dall’European Institute of Applied Buddhism.
Artista pittrice fin da bambina, ha una carriera artistica di mostre nazionali e internazionali, vincitrice al 5 premio 2016 Arte Contemporanea e Moderna in Fiera Dolomiti, ideatrice del “dipinto alla voce”. Autrice dei romanzi: “Vivere, …ancora” e “Primavera sola”.
OSA specializzata nell’infanzia, ha esperienza come assistente all’integrazione in Asili Nido e scuole dell’obbligo, è formata in Reiki secondo Metodo Usui Shiky Ryho, in Hoffman Quatrinity Process, Master of Voice & Sound Healing e Costellazioni Familiari e Sistemiche, personalizzando con Tàm Bhin An il  metodo “Posizioni Famigliari”

C’è una regola tacita e non ufficiale nelle “cliniche maternità – ospedali” – di tagliare immediatamente il cordone ombelicale. Ma non devi farlo in nessuna circostanza!L'immagine può contenere: una o più persone e cibo
È perché al momento della nascita, il neonato è in uno stato di doppia respirazione. Prima di tutto, riceve l’ossigeno e le sostanze nutritive attraverso il cordone ombelicale.
I suoi polmoni non sono ancora completamente attivati, gradualmente inizia ad ansimare per l’aria attraverso il naso e quindi attiva lentamente i suoi polmoni.
Cosa fanno i “dottori”? Si taglia il cordone ombelicale subito dopo la nascita, interrompendo così l’apporto di ossigeno e sostanze nutritive. Il bambino si sente soffocare, inizia a fare respiri pesanti e cerca di attivare i suoi polmoni: fa male! Inoltre, il sangue che si trova nella placenta deve passare nel bambino!
Se il cordone ombelicale viene tagliato immediatamente, il bambino non riceverà abbastanza sangue subito dopo la nascita. Tuttavia, il sangue nella placenta contiene lo spettro naturale di immunità per il bambino. Cioè, se il cordone ombelicale viene tagliato immediatamente, una parte dell’immunità naturale del bambino viene deliberatamente negata. Per che cosa? È probabile che un bambino del genere, che non ottiene la piena immunità all’inizio, abbia molti problemi di salute durante la sua vita. Questo a sua volta significa che i “medicinali” possono ora dire ai genitori che il bambino ha bisogno di vaccinazioni, compresse, miscele e operazioni. Più bambini e persone sono malsane, più la “medicina” ha “pazienti”. Niente di personale, sono solo affari.
Il cordone ombelicale NON deve essere tagliato PRIMA DI 1 ORA DOPO LA NASCITA.
I “dottori” non ci pensano. Con buone ragioni fittizie, vogliono che finisca il più rapidamente possibile. L’attività medica vuole che il cordone ombelicale e la placenta rimangano freschi più possibile.
Ora la domanda: perché la medicina ha bisogno di placenta e cordone ombelicale freschi?
Con i loro tessuti vengono prodotti costosi preparati medici e cosmetici. Questo è uno dei motivi principali per cui l’attività medica non vuole che le persone a casa partoriscano i loro figli in un’atmosfera per loro confortevole e familiare. Se sempre più persone lo facessero comunque, la medicina perderebbe un’importante fonte di guadagno “.
“Questo articolo non ha lo scopo solo di educare mamme e papà in attesa, ma anche per gli appassionati di cosmetici che, nella loro ignoranza, a parte tutti i prodotti chimici, si spalmano questi “ingredienti”.
Rif. testimonianza di Kirill Rebjew
Fonte info:

INIZIAMO DA NOI


Oggi celebriamo il 50° anniversario della Giornata della Terra.
Questa data ci ricorda l’importanza di prenderci cura dell’ambiente e di proteggere il nostro pianeta

Oggi, con il mondo immobile, la Natura si è ripresa parte di quello che le era stato tolto attraverso le  attività degli esseri  umani che la abitano, ma che credono erroneamente di possederla,  attività che hanno minato  fortemente il nostro ecosistema.  Da troppo tempo il monito  sulla relazione  intima che intercorre fra  il benessere della natura  e a quella   delle persone,  non è stato preso nella considerazione che merita.

Ci è voluta l’emergenza sanitaria del mondo intero a fermarci, e la situazione  economica che ne è derivata  a farci riflettere su quanto  la  fragilità dell’ambiente e la salute umana siano in stretta relazione.

Una volta compresa, è indispensabile però passare all’azione con iniziative specifiche, sollecitando si amministrazioni comunali, lo Stato, le nazioni nella promozione di azioni sane, ma vale  la pena   porre attenzione a ciò che possiamo fare noi, dal basso, per creare la differenza.  Le azioni quotidiane delle singole persone in ogni parte del mondo, rendono  ognuno di noi protagonista responsabile della sorte dell’intero pianeta. Nessuno escluso. 

“Profumo dal nostro  giardino”, foto di Flavia Ranzato

Posso dirvi che mi sono messa in azione  anni fa, attraverso la conoscenza e l’utilizzo dei Microrganismi Effettivi, cosa che ha trasformato  la mia casa, la nostra salute, l’orto,  ha dato ulteriore impulso al  senso di responsabilità , e un cambio di paradigma.  Da tutto questo beneficio, il desiderio di condividere questa opportunità con altre persone.

Contattami, sono lieta di darti ogni informazione necessaria  ad unirti al progetto  di rigenerazione, che ti fa stare bene facendo star bene.

Non aspettare che inizino gli altri:Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo  “

Gabriella Piazzon

Infermiera Diplomata, Counselor Professionista dell’Approccio Centrato sulla Persona, Counselor somato-relazionale, Istruttrice in tecniche di integrazione psico-corporea, Riflessoterapeuta diplomata, Operatrice in biopranoterapia e in Tecniche di liberazione emozionale, Master Reiki, Insegnante metodo Rio Abierto, esperta in arti espressive.

Da contattare su fb

 


Dal compito di una ragazza di 14 anni che racconta una sua giornata durante “la quarantena” Nazionale:

Giorno … della quarantena

Perché non ho scritto il numero? Bah.. perché  non lo so, ma che differenza fa? Ogni giorno è uguale ormai.

Sveglia alle 6 del mattino per portare fuori il cane che ha solo quattro mesi e subirsi gli sguardi delle signore che mi guardano dal balcone.  Perché sono sveglie a quest’ora poi non l’ho capito…

Alle 8 colazione!

Poi di solito faccio i compiti e una volta finiti è pronto il pranzo.

Guardo la TV o ascolto musica ed alle 3c di pomeriggio faccio esercizio fisico, sempre in casa ovviamente.

C’è una cosa però che faccio spesso …

Guardo fuori dalla finestra.

Una volta, il giardino qui sotto era pieno di bambini che giocavano a palla o a nascondino: ora è vuoto .

Non ci sono più le mamme che ammirano i fiori mentre i bambini si godono il sole e l’aria fresca, ora quel giardino è vuoto come anche tutti gli altri giardini, parchi e strade di questa città.

E sempre lo stesso giardino, sempre lo stesso prato, sempre gli stessi alberi e cespugli, sempre gli stessi fiori, ma non ci sono più i sorrisi delle persone che passavano pomeriggi interi in quel giardino.

È abbastanza deprimente guardarlo ora.

Tutta questa meraviglia di natura è sprecata, rimpiazzata da schermi di tv, pc, cellulari e tablet.

Mi mancano le mie compagne, mi manca ridere e scherzare con loro al tavolo della mensa durante la pausa pranzo.  Mi manca  vedere tutti gli altri ragazzi della scuola che come me parlavano con i propri amici e le proprie amiche .

Alla Tv c’è spesso la pubblicità degli operatori telefonici che dice: “Siamo distanti ma comunque insieme“. Beh.. lo trovo abbastanza discutibile visto che ..di che si vuole parlare? Di quanti rotoli di carta igienica hai comprato l’altro giorno al supermercato? Di quante persone vedi passare sula via davanti casa con le mascherine?

Per poter raccontare qualcosa devi anche aver vissuto qualcosa e questo per me non e vivere.

Vivere, vita è il vento che ti spettina i cappelli, vita è contatto umano, vita sono i sorrisi.

I sorrisi… probabilmente sono quelli che mi mancano di più ora quando esco per andare a fare la spesa.  L’unica cosa che vedo, sono facce ricoperte da mascherine ed occhi senza alcuna emozione.

Io almeno ho la fortuna di avere una famiglia a cui voglio bene e che mi vuole bene.

Ci sono così tante persone che hanno problemi in famiglia ad esempio un famigliare alcolizzato o dipendente da droghe, oppure chi subisce abusi in famiglia anche solo verbali o i bambini che devono vivere in mezzo a genitori che discutono.

Penso ai ragazzi, anzi anche agli adulti che soffrono di depressione: per loro vedere e stare vicino agli amici era l’unica via di uscita.

Chi pensa ha queste persone? Che succederà ha queste persone?

Comunque voglio concludere in modo positivo e torno a giocare con le mie due cagnoline.

Nina T. – Alto Adige

“Tra ciò che distingue come specie c’è il nostro sorriso, che sia un caso?

O che ci sia utile e rappresenti la salute stessa tanto ambita e la nutra addirittura?”

 

 

 


Esiste la possibilità di restituire alla natura le sue risorse intrinseche per recuperare l’abbondanza e la biodiversità che un tempo le apparteneva. Queste possibilità le troviamo cooperando con il microcosmo cioè con i microrganismi che sono appunto minuscole forme di vita essenziali. Sono talmente minuscole che abbiamo bisogno di ingrandirle centinaia di volte al microscopio per vederle.

Quando in questo microcosmo si creano squilibri, si manifesta tutto ciò che poi andiamo a definire come patologia. Gli squilibri si sono avviati orma da quando si sostiene lo sfruttamento di risorse limitate con tutte le controindicazioni relative all’inquinamento e alla batterio resistenza.

In questo spazio ci dedichiamo in modo sintetico e concreto più possibile, viste le lunghe disquisizioni che coinvolgono sempre più l’attenzione generale, essendo temi strettamente annessi alla salute stessa sia dei singoli che del Pianeta.

In rappresentanza di queste soluzioni concrete abbiamo il supporto del Dr. in agraria Alessandro Scrofani in quanto responsabile di ricerca, sviluppo, promozione, assistenza tecnica e produzione di ortaggi e frutta a partire dal territorio di Residenza in Sicilia fino ad estendersi in tutta la Nazione con il progetto “Ortobellomarket-Ecopassaparola” della Bionrg, ossia azienda italiana che si impegna nel diffondere in specifico i probiotici dell’azienda madre austriaca Multikraft, nata nel 1977 ed in grado di dare totale garanzia nell’etica e nell’efficacia.

Ma perché portare avanti un progetto in grado di offrire non solo abbondanza e qualità ma addirittura avviare meccanismi importanti di rigenerazione ambientale e disintossicazione delle risorse limitate compromesse, appellandosi ad un’azienda di probiotici in esclusiva?

Questo ce lo spiega Alessandro Scrofani: “Ho conosciuto Multikraft dopo un’esperienza negativa in cui si producevano surrogati” e di fatti lo stesso progetto di esclusiva importazione è nato in Italia proprio per impegnarci ad evitare speculazioni di prezzi, mescolanze, perdita di qualità e di sostegno nell’uso stesso dei prodotti e per questo è fondamentale ascoltare la spiegazione base prima di tutto.

Esempio di agricoltura sostenibile in cui Lucia da quasi due anni segue il protocollo Ortobello e non usa più nemmeno il rame - www.vinicasalucia.it

Esempio di agricoltura sostenibile con uva eccellente – in cui Lucia da quasi due anni segue il protocollo Ortobello e non usa più nemmeno il rame – http://www.vinicasalucia.it

Ecco cosa aggiunge: “Sarò sintetico, anche se con difficoltà mi freno su aspetti che andrebbero divulgati, personalmente ad oggi l’uso dello stesso rame non è fondamentale in agricoltura e negli invasi di raccolta acqua, come anche per il cloro, se non in alcuni casi, e dove è necessario le quantità si possono abbattere ben oltre del 50% riferendosi alla dose minima e dove previsto, si può agire con altri minerali e sostanze di natura organica a più livelli abbinando appropriate tecniche a vantaggio dell’ecosistema, ottimizzando così anche i costi; nello specifico l’uso massiccio e continuo nel tempo del rame può causare un incremento dell’uso degli agrofarmaci, poichè il rame stesso predispone i microrganismi “patogeni” e li rende poco sensibili ad altre molecole compresi gli antibiotici.

A conclusione posso ribadire che il rame alle dosi e modalità previsti in normative a mio avviso non si presenta ideale, mentre l’uso appropriato e di gran lunga ridotto e non solo la minor dose non va a svantaggio dell’agricoltura Bio, ma possiamo

Daikon fiorito da coltivazione con probiotici Multikraft a cura di Alessandro Scrofani - Ragusa

Daikon fiorito da coltivazione con probiotici Multikraft a cura di Alessandro Scrofani – Ragusa

andare incontro a quantità e qualità migliore dei frutti”.

Viticultura spettacolare ottenuta con esclusivi probiotici Mulltikraft dalla Società agricola Casa Lucia - Di Ave Lucia Saccardi e Paolo Scabini - Località Diolo Galli 4 a Lugagnano VA

Viticultura spettacolare ottenuta con esclusivi probiotici Mulltikraft dalla Società agricola Casa Lucia – Di Ave Lucia Saccardi e Paolo Scabini – Località Diolo Galli 4 a Lugagnano VAL D’ARDA (PC)

Nel frattempo vediamo nelle immagini un esempio di Viticultura sostenuta esclusivamente con i probiotici in questione in cui Lucia e Paolo non hanno più  bisogno di proteggersi con mascherine, non hanno più bisogno di confrontarsi con compromessi alcuni e possono sereni gustare ….oltre alla gioia nel contribuire a fare del bene alla natura… anche la qualità eccellente dei loro vini e un altro esempio di fioritura di Dikon in vista di altre gustosissime prelibatezze.

 

RIFERIMENTI PER CONTATTARE IL DR. AGRONOMO ALESSANDRO SCROFANI:

  Ortaggi con probiotici – agricoltura sostenibile 

RIFERIMENTI PER CONTATTARE LUCIA: cell. 335 572 2149

A cura di Lisa Sperandio – Merano – cell.3209665324


L’acqua è risorsa fondamentale per la vita di tutte le specie viventi.
L’inquinamento dell’acqua è tra i problemi ambientali più sentiti a livello globale.
Avvelenare l’acqua significa modificare le sue caratteristiche, quelle degli organismi che la abitano e dell’ambiente circostante.
La nostra specie però continua ad infierire sulle risorse idriche con comportamenti da mettere in discussione.
Quanto è vero che gli scarichi industriali inquinano l’acqua, tanto è vero che sono singoli acquisti il sostegno di queste industrie, acquisti di prodotti usati in modo costante e quotidiano come ad esempio quelli domestici.
Diventa urgente mettere in discussione le piccole azioni quotidiane che un numero abnorme di noi compie senza darvi troppa importanza e che invece causano importanti conseguenze.
Inquinare con le “pulizie di edifici professionali, pubblici, di casa e di bucato” è una costante grave.
Ogni giorno si usano detersivi e detergenti super profumati mescolandoli in acqua e riversandoli negli scarichi e pertanto nell’ecosistema.
Mentre si pensa a togliere le macchie si continua ad usare agenti chimici molto aggressivi, che contaminano il mondo.
I detersivi, sono agenti tensioattivi che producono schiume stabili e copiose nei fiumi. Queste schiume generalmente formano uno strato molto denso sulla superficie dell’acqua, che si estende nei casi più gravi anche per diverse centinaia di metri. l loro potere inquinante è amplificato dal fatto che lo scarico finisce nelle acque reflue urbane e, se non trattato nel modo corretto, anche nei nostri fiumi e mari.
Leggere etichette non basta perché i produttori di detersivi non sono tenuti per legge ad indicare in etichetta tutti i componenti del loro prodotto.
E certo questi componenti danneggiano pelle cosi come sistema immunitario.
Inutile ricordare che certo non è un caso il continuo aumento di allergie, sfoghi cutanei, eczemi, dermatiti, pruriti e reazioni fastidio fino a serie malattie come la MCS (sensibilità chimica multipla).
Linee guida per riconoscere la maggior parte dei fattori nocivi presenti nei detersivi: Risultati immagini per pulizie domestiche
I FOSFATI
Si usano per contrastare il calcare nell’acqua ed anche se non di origine petrolchimica hanno un effetto destabilizzante e altamente inquinante sulle riserve idriche.
Sono uno dei principali responsabili dell’inquinamento dell’acqua, perché tendono ad inibire la biodegradazione delle sostanze organiche e quindi i trattamenti negli acquedotti pubblici o privati non sono più in grado di eliminarli.
Inoltre avendo un alto potere nutriente (sono molto usati anche nei concimi per le piante) causano l’eutrofizzazione dell’ambiente acquatico: nei bacini idrici le alghe crescono a dismisura, privano l’acqua dell’ossigeno destinato ai pesci e agli altri organismi marini, provocandone la morte e il conseguente cambiamento dell’ecosistema acquatico.
I TENSIOATTIVI
Sono quegli agenti che vengono aggiunti per rimuovere lo sporco da pelle, abiti e superfici della casa e sono così chiamati perchè disciolti in acqua diminuiscono la tensione superficiale, rompono l’interfaccia tra acqua, oli e sporco e facilitano la rimozione delle macchie.
Senza entrare in tecnicismi, possono essere di origine naturale o sintetica, questi ultimi, di derivazione petrolifera, sono i componenti più inquinanti.
LA CANDEGGINA
Altamente nociva per tutti gli esseri viventi acquatici e non.
Il contatto diretto è pericoloso, può provocare danni alla cute, agli occhi o alle vie respiratorie se inalato.
Come potente battericida oltre che inquinante, favorisce la compromissione del nostro stesso sistema immunitario.
SMACCHIATORI
Usati per le macchie più ostinate e sono commercializzati in forma liquida, in gel o spray, danno l’impressione di essere efficaci, ma è un inganno visivo: gli sbiancanti ottici riflettono la luce azzurra e per questo la macchia non si vede più, non si percepisce, ma continua ad esserci!
AMMORBIDENTI
sono dei composti che formano una patina sugli abiti, sono tra le principali cause di allergie e sono molto inquinanti per le falde acquifere.
CONSERVANTI E COLORANTI
Risultano tra i principali responsabili delle dermatiti.
ANTICALCARE
Additivi utilizzati per preservare elettrodomestici e superfici contenenti acidi corrosivi, compromettendo seriamente l’ambiente acquatico e marino.
Molto pericolosi se vengono a contatto con la pelle, gli occhi o inalati.
FTALATI
Sono liquidi incolori spesso utilizzati nel mondo cosmetico e dei detergenti, possono essere contenuti nei profumi sintetici impiegati per conferire una buona fragranza ai nostri capi d’abbigliamento. Sono però ritenuti particolarmente pericolosi per la funzionalità del sistema endocrino umano, sono scarsamente solubili in acqua (ma liposolubili) e poco volatili, quindi risultano particolarmente inquinanti.
ACIDI
Acidi, seppur naturali come l’aceto e acido citrico sono corrosivi per flora e fauna, compromettono anch’essi drasticamente l’ecosistema.
POSSIBILE PULIRE SENZA INQUINARE?
In una visione sempre più consapevole e sempre più attenta alle conseguenze delle proprie azioni sul presente e sul futuro, è certo possibile comprendere come sia utile pulire senza inquinare e addirittura rigenerando l’ambiente proprio con le nostre piccole azioni domestiche.
Possiamo imparare a porre fine ad acquisti di detersivi tradizionali che sono in commercio sotto forma di grandi flaconi liquidi o fustoni di polvere, pesanti e ingombranti e non certo facili da trasportare ne da smaltire.
Economia, igiene, rigenerazione ambientale sono raggiungibili con la conoscenza del microcosmo e la collaborazione con esso che è bene spiegato dal progetto Ecopassaparola – Ti è sufficiente contattarmi ed avrai il supporto gratuito in questo meraviglioso cammino di consapevolezza.
Lisa Sperandio

COSA SONO IO?


E’ un fatto: la nostra specie combina davvero seri guai. Ma perché?

Le rispose qui sono davvero molte.. molte delle quali nascono da mentalità in cui si agisce come “un brutto anatroccolo” che ancora non si è reso conto di esser un piccolo cigno.. e per la nostra menta dualistica è cosi facile oscillare nella confusione.. 

Dunque fermiamoci: è possibile rispondere in modo reale a questa basilare domanda senza prima conoscere tutte le nostre risorse e caratteristiche?
In pratica..
Se avessimo chiesto a lui: “Che senso ha la tua vita?” Lui cosa avrebbe risposto? Lui che si sentiva deriso, diverso, brutto, inutile.. “Oh esisto per soffrire.. E più soffro senza disturbare.. Più sarò felice dopo questa vita”.. Sarebbe stata una potenziale risposta.. Che noi umani tendiamo ad accettare. Eppure.. Seguendo questa risposta.. La sua tristezza sarebbe stata protratta in ogni suo respiro.. sprecando l’esistenza e continuando a generare confusione.. Invece.. Lui, nella favola, è andato oltre.. E.. Solo quando ha contattato la sua bellezza riconosciuta in altri suoi simili realizzati ha potuto conoscere il senso vero della sua esistenza.
E quei suoi simili realizzati, facciamo attenzione.. Non si atteggiavano ne presentavano in quanto “superiori e migliori di lui”!
Per comprendere le autentiche risposte allora abbiamo bisogno di conoscere le nostre caratteristiche intrinseche alla “nostra specie” e porre fine a tutto ciò che riguarda l’illusione. Porre fine, per esempio, a pensieri che ci ingannano facendoci credere che certe qualità appartengano “solo” agli “illuminati, ai prescelti, ecc..” 

Allora comprendiamo che abbiamo bisogno di partire dall’appurare cosa siamo, prima di tutto..

Chiediamoci: “come siamo fatti noi esseri umani, quali sono le nostre caratteristiche ed i nostri limiti?”.. E quando insieme lo riscopriremo..
Sapremo manifestare il “senso del nostro esserci” tanto quanto i fiori che sbocciano in primavera.
Sapremo accogliere i nostri cuccioli.. sapremo stare insieme sereni, con ogni altra forma di vita.


Da questo intento e da queste consapevolezze è nato il seminario INSIDENESS che si terrà a Merano, nel Centro ZenZero, il 22 settembre prossimo.

Perchè un  incontro di laboratorio intensivo con questo nome?

Perchè è fondamentale partire dall’ascolto interiore, dall’osservazione interiore,  dando forza in modo coerente ai nostri intenti amorevoli, di serenità e salute personale e di conseguenza universale.

Nel seminario è possibile apprendere il modo in cui il nostro cervello razionale si forma e si strutturano i dialoghi interiori, in cui la nostra mente “filtra e condiziona” le percezioni sensoriali, si possono conoscere varie pratiche concrete e profonde distinguendo tipologie di meditazioni, è possibile sperimentare il modo in cui la nostra voce può essere benefica ed in grado di generare vibrazioni curative.   Ci sarà spazio sia alla teoria che a pratica con esercizi individuali e di gruppo.

                                                                              Trovare il proprio centro è dunque la base per realizzare il senso stesso della nostra esistenza.. senza aver chiaro “cosa siamo” è impossibile valorizzarci in modo autentico..

Qui c’è l’intento di riconoscere la nostra vera natura: siamo cigni e non vogliamo trascorre la vita generando sofferenza a causa del “credere” di esser “brutti anatroccoli”.

Allora eccoci pronti:  guardiamoci dentro (insideness)

 OBIETTIVI DEL SEMINARIO: 

* comprendere come è strutturata la nostra mente e riconoscendola come filtro sensoriale incisivo sugli altri

* sperimentare più modalità di meditazione
per conoscere la mente, rilassarla e purificarla

*sviluppare serenità ed acquietamento
* sbloccare energie accumulate
* favorire il proprio benessere energetico
* superare sensazioni di timidezza e difficoltà comunicative

* imparare ad osservare la realtà in modo equanime ossia privo di giudizio ed attaccamento

* recuperare la consapevolezza del flusso vitale di cui siamo parte, aprendoci all’esperienza “dell’interessere”

(spazio dedicato anche alla pratica del “mangiare in consapevolezza)

* entrare in sintonia con il bagno di suoni nella frequenza di strumenti ancestrali: campane himalaiane, tamburo medicina, shruti, bastone della pioggia, a percussione e a fiato, canto armonico, tampura, claves….

* valorizzare la propria voce in quanto vibrazione benefica

 * Ogni partecipante riceve il dipinto della propria voce realizzato dall’artista e facilitatrice durante il seminario.

Sono consigliati abiti comodi, calzini caldi e il portare una coperta utile durante alcune pratiche di meditazione.
Il metodo di insegnamento di questo programma è frutto di lavoro profondo e dinamico.

NUMERO LIMITATO DI PARTECIPANTI
Per partecipare è indispensabile iscriversi, compilando il modulo e inviandolo, entro 10 giorni dalla data stabilita.

Il seminario intensivo si svolge sabato 22 SETTEMBRE a Merano dalle 9,30 alle 18 circa

PER ISCRIVERTI CLICCA SU QUESTO LINK——–> ISCRIZIONE SEMINARIO INSIDENESS

Siamo a disposizione di chi desidera organizzare nella propria città il seminario INSIDENESS organizzandosi con noi: tutte le info per contattarci su www.zen0zero.com 

A cura di Lisa Sperandio, Merano


Risulta che fu il grande botanico russo Nikolai Vavilov, nel 1929, a localizzare per primo il paradiso della mela selvatica: nelle foreste che circondano Alma Alta, in Kazakhstan. Per i locali non fu una grande scoperta: Alma Alta significa “padre della mela”.

Le piante della «Foresta dei meli selvatici del Tien Shan» in Kazakistan, sulla Via della Seta sono alte fino a 30 metri e alcune hanno 350 anni.

Tutt’intorno alla città è visibile una vasta estensione di meli selvatici che ricoprono le colline: nessun albero assomigliava neppure vagamente all’altro: ne per la forma delle foglie ne per i frutti. Alcuni crescevano dritti in cerca del sole e altri strisciavano sul terreno o formavano bassi cespugli. Circa un terzo degli alberi era carico di frutti di varie forme e bizzarri.

Ma.. quale abissale differenza tra quel luogo e quello nei filari di mele tipici di alcune regioni come quella del Trentino Alto Adige!

Vavilov comunque fu vittima del rifiuto assoluto della genetica dalla parte di Stalin e morì in una prigione di Leningrado nel 1934 e la scineza non potè usufruire della sua scoperta fino alla caduta del comunismo.

Nel 1989, uno degli utlimi studenti ancora in vita di Vavilov, il botanico Aimak Djangaliev, invitò un gruppo di scienziati americani a vedere i meli selvatici che aveva continuato a studiare di nascosto nel corso di lughi anni del regime sovietico.

Djangeliev aveva 80 anni e desiderava l’aiuto degli americani per salvare i boschi spontanei di Malus sieversii minacciati da un’onda di sviluppo

Da uno scorcio dell’Alto Adige: incesti di piccoli frutteti che tentano di crescere in filari già trattati con veleni visibili nelle ormai tipiche strisce arancioni d’erba bruciata.

che da Alma Alta stava dilagando verso le colline circostanti. Furono stupefatti di trovare intere foreste di meli: alberi di trecento anni, alti 50 metri e grandi come querce! Alcuni con mele grosse e rosse come quelle delle moderne varietà coltivate. Anche in città i meli crescevano tra le spaccature dei marciapiedi. Pare che qualche cosa fecero, se non altro riconoscere i danni provocati dalla persecuzione genetica e “fitosanitaria” evidenziando che li malattie tra i frutteti non se ne notavano.

Eppure, come dimostra la storia della mela moderna, l’addomesticamento è ormai palesemente eccessivo: la ricerca umana per controllare il lato selvaggio della natura (e non accettarlo come ingrediente determinante) si è spinta troppo oltre.

Addomesticare una specie botanica signifca arrivare ad affidarsi per troppo tempo a troppo pochi geni, la pianta perde così la propria capacità di cavarsela da sola: perché ostinarsi a negare l’evidenza invece che ad integrare la lezione e porre rimedio ai danni causati?

Come scrisse Thoreau :”Nella natura selvaggia stà la conservazione del mondo”..allora chiediamoci: “Cosa stà nell’avvelenare la natura”?

Ma cosa vogliamo davvero noi umani?

 

A cura di Lisa Sperandio, Merano

 

 

CARI GIORNALISTI, SONO INDIGNATO


Cari giornalisti,
ogni volta che leggo un articolo sul giornale a seguito di decessi per malattie infettive, rimango indignato dal modo che i media contorcono le notizie a proprio piacimento.
Un 42enne di Catania muore, perché?
“Il paziente – spiega a Tribù il dottor Arturo Montineri, direttore del reparto di Malattie infettive del Ferrarotto – era affetto da neoplasia ad interessamento polmonare. Visto il quadro di gravi condizioni generali è difficile stabilire se la morte sia dovuta al morbillo. Anche gli altri tre decessi registrati nel 2017 in Italia hanno riguardato pazienti immunodepressi o con gravi patologie di base”
È difficile stabilire se la morte sia dovuta al morbillo!
Cosa si scrive sul giornale?

Si prende di nuovo spunto da questo ennesimo episodio poco chiaro e si scrive:

Un grafico che rappresenta la situazione in Mongoglia dove nonostante copertura vaccinale 100% (e dovuti richiami agli adulti rappresentati dalle linee tratteggiate) si è presentata una forte epidemia di morbillo (segnata dalle linee rosse)

„Vaccinare i propri figli, non è solo una decisione della salute individuale, ma aiutiamo anche le persone indebolite a causa dell’immunodepressione“.
Come se la causa di morte per morbillo fosse stato un dato certo al 100% e la vaccinazione dei nostri figli sani, sarebbe la soluzione al problema specifico.
Perché piuttosto non scriviamo che, visto che forse ha contratto il morbillo in ambito familiare, l‘uomo avrebbe dovuto prendere le dovute precauzioni e star lontano dal bimbo per almeno 6 settimane, come dice il bugiardino?!
O perché non siete in grado di scrivere la verità sulla reale causa di decesso?
Ma vi rendete conto del danno che state arrecando a tutta la comunità riportando le notizie in questa maniera!
Un lettore profondamente indignato
Andrea Martello – settembre 2017