Tibetani presenti alla Manifestazione del “18 maggio a Merano” E’ passato poco più di un mese da quando il Dalai Lama ha stretto la mano a Durnwalder Luis ed ha ricordato che amore, perdono e tolleranza devono essere gli antidoti alla violenza. Nel momento in cui alcuni fatichino a comprendere cosa significhino Dalai Lamaqueste indicazioni, prima di procedere ad investire nel lamento e nel dissenso rivolto a coloro che si sono limitati a praticare la lezione del Dalai Lama, sarebbe interessante rivolgersi direttamente a lui e chiedergli quantomeno un consiglio su come far fronte ai personali, legittimi bisogni di chiarezza in merito alla questione. Certamente ci sono differenze tra la situazione Alto Atesina e quella del Tibet, nessuno le nega. Così come c’è differenza tra il Dalai Lama e Durnwalder Luis. E certamente c’è dell’altro in grado di unire piuttosto che dividere. La distanza tra chi sguazza nel lusso e chi vive a stenti resta perché ogni elemento è chiamato ad assumersi la propria responsabilità per poter mirare all’armonia ed imboccarsi le proprie maniche. 

Estremisti e paura La vittima esiste fin tanto che accetta questo ruolo. Il carnefice esiste finché viene considerato tale. Gli estremisti esistono perché si sento puntati dall’altro. 

Perdersi in tanti partitelli litigiosi L’atteggiamento umano di chi conosce poco l’effetto che può dare l’unione in base a dei valori in comune, spesso porta a perdersi in piccoli partiti, in piccoli gruppi entro i quali bisticci e dissensi fanno parte del gioco. Il Governo Italiano non fa eccezione. E proprio questo suo apportarsi al mondo lo condiziona e lo limita. Terra da amare

Schuetzen invitano artista italiana a rappresentare l’arte in Alto Adige Io sono stata invitata dagli organizzatori della manifestazione del 18 maggio nella città in cui sono nati, accolti e cresciuti i miei nonni, i miei figli, i miei nipoti, i miei grandi amori. Sono stata invitata personalmente da chi si occupava del settore per parteciparvi come rappresentante degli Artisti in Alto Adige.  Ne fui commossa. Durante la giornata mi è stata stretta la mano da parte di più manifestanti di madrelingua tedesca. Alcuni mi osservarono mentre dipingevo altri mi parlavano in un tedesco puro ed altri lo mescolavano a parole in italiano. Dei bambini in tipiche camice a quadri, correvano felici accanto alla mia tavolozza di colori rischiando di sporcarle.  Mi è stato chiesto se potevo dipingerli. E io spesso non capivo cosa mi veniva chiesto per via dell’elevato volume della musica donata da canti di uomini orgogliosi di essere tali.

foto 4

Lisa Sperandio, all’opera

Vivere il presente con il cuore aperto, lontani dalle posizioni di stallo

Quello che conta è il presente, il cuore ed il pensiero con cui lo viviamo.  Quello che conta sono i fatti e nella condivisione è possibile evolvere, riconoscersi in quanto persone indipendenti nel proprio cuore, privi cioè di barriere e disponibili a dare un senso sempre migliore alla propria esistenza. In grado di rinforzare l’amore reciproco piuttosto che posizioni di stallo della discordia.

INDIPENDENZA: puntini sulle i

Certamente ci sono molti puntini sulle i  quando si parla di indipendenza ed ogni cittadino dell’Alto Adige ha bisogno di spazio, per esprimere e per ascoltare, nella forma più rispettosa possibile dell’altro, in modo democratico. Ad esempio vari partiti politici presenti alla manifestazione non hanno ancora valutato il danno causato a questa terra favorendo la produzione di rifiuti tossici con l’inceneritore (accettando la pioggia di soldi romani ed aprendo le strade al loro “libero” traffico), il loro mercato nei mattoni delle case e l’assenza di regole limitanti l’industria agraria.  Questo spazio è uno spazio che chi ha raggiunto una sorta di indipendenza dentro di se, sa trovare anche fuori di se. Niente è scontato, ci vuole tempo, tentativi, pratica..

 LS              Maggio 2013

link rif. consigliati http://italiadallestero.info/archives/15005

http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?art=Press422001