Vivisezione è un termine che descrive tutte le forme di sperimentazione sugli animali: vengono sezionati da vivi, avvelenati, ustionati, mutilati,  decerebrati, drogati, immobilizzati anche per anni, lasciati morire di fame e di sete, sottoposti a scariche elettriche e traumi fisici.  E’ discutibile  per l’assenza di etica, richiesta a chi la pratica, la propone, la sostiene, la finanzia. Rappresenta un comportamento in cui si è disposti a fare volontariamente del male ad altri esseri in grado di provare emozioni. L’essere umano entra così in conflitto con una sua principale caratteristica ossia provare empatia. Scegliere di razionalizzare significa pagarne amare conseguenze creando distacco e discordia. Contemporaneamente  è una pratica dal risultato limitato: propone farmaci intrinsechi di controindicazioni tra cui la dipendenza.

Chi crede “che il fine giustifichi i mezzi”  è vittima di un illusione profonda..

Ogni specie animale è infatti anatomicamente e geneticamente diversa dall’essere umano. Si nutre e vive in modo differente. La malattia che viene “iniettata o indotta artificialmente” nella cavia è per sua natura nettamente alternativa a quella sviluppatasi  in un essere umano. D’altronde è ormai certo: l’ambiente stesso in cui la persona si ammala è fattore condizionante e non considerato invece nella pratica della vivisezione.

Questo porta a cercare sotto riflettori sbagliati, trascurando quelli decisivi. .

 A questo punto, usando gli animali come cavie, si rischia addirittura di scartare sostanze che potrebbero essere invece utili all’umanità, mettendo  su mercato quelle a noi tossiche. Ad esempio: le pecore possono assumere l’arsenico nonostante sia per noi veleno e  la penicillina è letale per i topi. Dunque la vivisezione si riduce ad una pratica che permette ai produttori di farmaci e prodotti in genere, di commerciare senza assumersi altre responsabilità. Dagli errori è comunque sempre possibile apprendere:  i pensieri, che legittimano l’atrocità ed il concetto di “reputarsi superiori ad altri esseri”,  portano ai lager nazisti e non di certo all’armonia e all’ambiente salubre di cui un essere umano ha bisogno per vivere sano. E’ fondamentale comprendere questi principi ed evitare di finanziare in alcun modo questa pratica, facendo attenzione alle donazioni spesso richieste e a cosa mettiamo nel carrello. Ciò permetterà all’umanità di studiare là dove effettivamente c’è la soluzione.

                                                             Lisa Sperandio

Questo articolo ben spiega la quantita’ di vivisezione che finanzia Telethon: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1233  

Le associazioni più note che finanziano la vivisezione sono:
http://vegamami.altervista.org/dalla-loro-parte/no-alla-vivisezione/scopri-chi-finanzia-la-vivisezione-e-chi-no/

Dalla parte dei malati, della scienza, e degli animali: come salvare delle vite senza sacrificarne altre. Perché nel ventunesimo secolo non c’è più  posto per gli esperimenti sugli animali.

http://www.ricercasenzaanimali.org/

Fate attenzione ai detersivi, detergenti, prodotti di igiene e cura!!!!!

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