Lettera aperta ad Alessandro Urzì: 
Ho riletto con particolare attenzione il Suo comunicato stampa (*riportato per esteso qui sotto), ricco di sana logica.
L’argomento non va trascurato, nemmeno a livello mediatico, proprio per permettere ai cittadini tutti di credere nella democrazia e nella professionalità di chi amministra il Bene Pubblico, se non altro di alcuni ed il che non è poco, perché il loro impegno risulta ancora più prezioso.
Le posso riportare quanto il problema delle deiezioni canine sia “sentito e subito” dalla popolazione meranese, per mezzo del mio umile operato in veste di rappresentante del quartiere di S. Vigilio e di cittadina interessata al Bene Comune in genere.
Ad ogni modo, soluzioni costruttive possono rivelarsi utili per ogni altro sito e purtroppo  BOBINET è un ulteriore “presentazione a fatti compiuti dalla nostra PV autonoma” di danno e beffa cittadina (altro che innovazione). Che poi a promuoverlo e sostenerlo siano pure assessori con la responsabilità anche “ambientale”, diventa ancora più preoccupante e fastidioso. Ormai siamo in molti ad aver compreso che non sono progetti di questo genere a garantire né risultati efficienti né un minimo di lavoro (promessa-pillola a noi indigesta in quanto insulto alla nostra intelligenza e attentato al Bene Comune dunque alla qualità della Vita nostra e dei nostri figli).
Per soluzioni costruttive intendo qui quei progetti che danno massima resa con il minor costo di investimento e che tengono scrupolosamente conto del rispetto alla vita dunque dell’animale stesso in questione che non può, per sua natura, essere obbligato a “defecare” (mi passi il termine) in un preciso luogo ed in un preciso istante a comando. Ci è di grande conforto che questi punti siano da Lei perfettamente evidenziati!
Le riporto qui sotto un breve articolo che vede, in poche righe, una proposta specifica al problema e che può essere applicata garantendo:
– educazione alla responsabilità dei “padroni di cani”;
– rientro economico di spese Comunali da addebitare esclusivamente al negligente;
– effettivi posti di lavoro professionali;
– l’evitare di inquinare ulteriormente la città  (la realizzazione delle baracche Bobinet è costituita da materiali la cui produzione e smaltimento è a forte impatto come lo è l’utilizzo costante di prodotti chimici sintetici/tossici per la disinfezione-pulizia stabiliti);
                                      Fermi restando che l’iniziativa “DNA Canino” va abbinata alla costante ed uniforme distribuzione di sacchetti di carta appositi e cestini contenitori così come l’adibire spazi verdi specifici (magari coinvolgendo anche i nostri giovani offrendogli possibilità di volontariato riconosciuto dall’Amministrazione Pubblica!). In questo modo i posti di lavoro utili aprono un nuovo mercato di iniziative solidali in cui lo scopo non è limitato a “produrre, consumare, inquinare” ma all’essere efficaci per la nostra qualità di vita. 
Lisa Sperandio
* COMUNICATO STAMPA

184.158,98 euro. In tempi di crisi una cifra così, soprattutto se assume la forma di contributo provinciale a fondo perduto, non passa inosservata. Se serve a coprire i costi per la ideazione e realizzazione in prototipo di una toilette per cani (a stimolo comandato) suscita ancora più interrogativi.

Il prototipo chiamato Bobinet è stato installato a Merano. E’ stato annunciato che esso dovrà verificare (altrimenti non sarebbe un progetto sperimentale) se è vero che l’amico dell’uomo a quattro zampe possa riuscire ad eseguire le proprie funzioni a comando, nell’ora esatta scelta dal padrone ed esattamente nel posto della toilette canina che prevede un lavaggio immediato della piazzola e un collegamento alla rete fognaria. Come progetto è stato definito un salto nel buio particolarmente azzardato, coraggioso per altri. Costoso in ogni caso.

Complessivamente l’assessore Bizzo, rispondendo ad una mia interrogazione, chiarisce che i costi ammessi per il progetto sono stati di 297.948,68 euro. Con decreto dell’Assessorato all’innovazione n° 436 del 13 dicembre 2010 l’assessore Roberto Bizzo ha concesso il contributo di oltre 184 mila euro. Il progetto è stato presentato dalle ditte Tecnovia srl e CDM snc di Dell’Antonia Alfredo, con sede a Bolzano.

“Il progetto – spiega l’assessore Bizzo – presentato al bando 2010 per progetti di ricerca e sviluppo condotti in forma congiunta da più imprese sulla base della legge provinciale 14/06 Ricerca e innovazione è stato valutato positivamente dai valutatori esterni e dal Comitato tecnico previsto dalla stessa legge provinciale”, conclude perentoriamente l’assessore.

Rimane l’ammontare della cifra che appare sproporzionato ai più, soprattutto in tempo di crisi, proprio mentre si tagliano i sussidi casa per eseguità dei fondi o si fa spallucce alle richieste di aiuto dei Comunui per fare fronte al salasso dell’Imu.

Ma ciò che sorprende è la perfetta sintonia dell’assessorato provinciale all’innovazione con il Comune di Merano che si è proposto come cavia per sperimentare questa toilette a comando per cani (in cui, va ricordato, gli animali dovrebbero fare i loro bisogni a comando, nel posto scelto dal padrone e all’ora della visita alla struttura ancora una volta scelta dal padrone). Il Comune di Merano, spiega l’assessore Bizzo, sostiene questo progetto “in quanto la problematica riguardante le deiezioni canine è molto sentita dalla popolazione locale e pertanto dall’amministrazione”. In ogni caso il Comune se ne lava le mani e dice: non ci metto un euro, tutto a carico delle aziende costruttrici il prototipo sperimentale.

Ovviamente si è posto un problema che avevo girato all’assessore Bizzo con la mia interrogazione. Ma chi controlla che le funzioni siano esplicate in modo corretto in modo da potere giudicare efficace o meno il progetto? E qui la risposta diventa enigmatica: “Il funzionamento sarà verificato dai proponenti e dai funzionari del Comune di Merano”. Come non è spiegato. Non è ben chiaro se il Comune ha assegnato un funzionario per verificare come reagiscono i cani dentro la struttura. La verifica insomma sull’efficacia del grande apparato risulta a rigor di logica molto complessa se non viene distaccato un controllore fisso per l’intero arco della giornata…

Ma quali risultati si attenda la Provincia da questo investimento? La risposta alla domanda posta nell’interrogazione è secca: “All’amministrazione provinciale spetta il giudizio sul grado di innovazione del progetto che è stato come detto ampiamente positivo”, ricorda Bizzo. E aggiunge che “il progetto dovrebbe portare ad un prototipo commerciabile che dovrebbe consentire alle imprese proponenti l’acquisizione di conoscenze distintive e ottenere quindi una posizione di mercato esclusiva, oltre ad offrire nuovi posti di lavoro qualificati”. Ovviamente lo auspichiamo tutti, anche se la sfida appare veramente azzardata, ai nostri incompetenti occhi. Di certo sappiamo come l’assessorato all’innovazione ora intende operare sul fronte del contenimento dei disastri causati dalla crisi.

Ma avevo posto un’ultima domanda: se si ritenga giustificata l’iniziativa pubblica in un momento di così conclamata crisi. Anche in questo caso la risposta dell’assessore Bizzo è stata precisa e diretta: “Ovunque in Europa le spese per la ricerca vengono considerate investimenti per mantenere alto il grado di innovazione tecnologica delle imprese”. Insomma con il progetto Bobinet in Alto Adige si respira l’aria dell’Europa. Parola dell’assessore Bizzo.

Alessandro Urzì

 INTERROGAZIONE:  Al Signor Presidente del Consiglio provinciale

B O L Z A N O

INTERROGAZIONE

Bobinet a Merano II

In relazione alla risposta alla interrogazione n° 2488/12 si ritiene debbano essere chiariti alcuni aspetti.

Ciò premesso

SI INTERROGA

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

E/O L’ASSESSORE COMPETENTE

per:

1. avere nel dettaglio indicazione delle voci relative all’importo di 297.948,68 relativo ai costi ammessi in relazione al progetto citato;

2. avere copia delle valutazioni dei valutatori esterni e del Comitato tecnico previsto dalla legge in relazione a detto progetto;

3. sapere chi siano i valutatori esterni citati e da chi sia composto il Comitato tecnico indicato;

4. quali siano i progetti finanziati al 10.06.2012 dalla giunta provinciale in esecuzione della legge provinciale 14/06, sulla base di quali valutazioni e per quali importi;

5. come possa essere verificata la validità del progetto finanziato se nella fase successiva all’erogazione del finanziamento non sono più previsti interventi di monitoraggio diretti da parte della Provincia essendo gli stessi assegnati ai proponenti il progetto stesso, come si evince dalla risposta alla interrogazione sopra citata.

Bolzano, 11.6.2012

Alessandro Urzì