Il termine “crisi” è gettonato di questi tempi anche nella nostra Italia che vede fabbriche multinazionali rinunciare alla manodopera di centaia di operai e operaie.

Nel cinese scritto, l’ideogramma per il termine “crisi” è la combinazione dei simboli “rischio” e “opportunità”. Dunque in ogni crisi è possibile cogliere il rischio come l’opportunità di fare quanto altrimenti non si sarebbe mai fatto. E’ un’occasione per dare un valore diverso all’esistenza, per essere meno monotoni, strutturali, liberati da una catena puramente consumistica, più autentici. E’ un’occasione per stare più tempo con i nostri compagni e/o i nostri figli, per accompagnarli a scuola in calme passeggiate, per stare con noi stessi, per studiare, curare la nostra casa, l’alimentazione, ecc. E’ un’occasione per investire il nostro tempo in un mercato consapevole, attento all’impatto che potrebbe aver sul futuro, sentendoci parte di un mondo che abbiamo troppo trascurato e che è pieno di ferite da curare.

E’ un’occasione per renderci finalmente conto che la certezza è un puro inganno e che la dignità della persona non è lo stipendio che porta a casa ma la sua esistenza, la gioia, l’attenzione e l’amore che può dare a se e di riflesso agli altri. In questa crisi, oltre al rischio di cadere in autolesionistiche visioni, ricordiamoci che è possibile trovare l’opportunità di alzarci e valorizzare la vita.

Come nella metamorfosi, il bruco nel bozzolo deve entrare in crisi, conoscere il rischio provocato dalla sua staticità per arrivare a scegliere l’opportunità, permettendosi di  esprimere e diventare la farfalla che c’è in sè.. Altrimenti muore.

Lisa Sperandio, Merano