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“Soffrire al posto degli gli altri” non aiuta nessuno.
Questo pensiero è tra le illusioni dannose più grandi della nostra specie.

Generazioni intere hanno creduto e continuano a credere che ammalandosi, che soffrendo come la madre, il padre, la nonna.. ecc.. Possano in qualche modo alleviare loro dolore..

Tale disposizione è nella maggior parte dei casi una scelta ingenua, avvenuta nell’infanzia e non si è consapevoli razionalmente.

Liberarci da questa illusione è un’azione importante per favorire il recupero dell’armonia universale stessa e in modo principale per favorire il recupero dell’armonia interiore personale, che è l’unità di misura con cui amiamo di conseguenza.

Bert Hellingher ci porta da decenni il suo grande contributo costante e concreto per chiarire questo tema. 

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Nessun sacrificio è stato perpetuato da chi invocava “basta sacrifici”, da chi si impegnava nel restituire libertà di vivere in serenità a tutti, sé stesso incluso.

Tale illusione è radicata tra noi in modo sottile e profondo e viene sostenuta con il secolare esempio dell’uomo sanguinante e seminudo crocefisso posto quasi in ogni stanza in cui i bambini crescono. “Lui ci amava cosi tanto che si è sacrificato” è il messaggio che risuona dalle voci adulte come una melodia da imitare. Questo è tutt’oggi usato come simbolo di “amore”: un uomo che muore nel dolore per gli altri, il sacrificio è diventato il simbolo dell’amore! 

Ed il paradosso sta nell’usare l’immagine di un uomo che si prodigò a invocare “basta sacrifici”, un uomo che risulta, in più prove rimaste nonostante le stragi perpetuate da chi ne voleva cancellare le tracce, tolto vivo veloce dalla croce, ancora sanguinante, portato in un sepolcro nuovo e protetto per ricevere cure con chili di erbe sacre come mirra e aloe. Si tratta di un uomo visto in più contesti dopo la crocifissione, tra cui il salire su una montagna ed allontanarsi, ovviamente verso il cielo, come ogni altra persona che sale in montagna.  

E portare il suo contributo coerente di pace e saggezza umana in India e altrove.. Dove venne accolto.

A cura di Lisa Sperandio

WWW.AVEPAVISTARA.COM

SE TI INTERESSA QUESTO ARGOMENTO E LO SENTI RISUONARE VERITIERO, SE DESIDERI PORTARE ARMONIA NELLA TUA VITA LIBERANDOTI DA SCELTE CHE SENTI DI AVER PRESO NELLA TUA INFANZIA, ECCO I PROSSIMI SEMINARI INTENSIVI IN CUI TI E’ POSSIBILE FARLO:
“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE” 28 GENNAIO 2017 A MONTAGNA  BZ 
25 FEBBRAIO A PADOVA
per info e iscrizioni:

ALCUNE FONTI INFORMAZIONI:

Se sapeste come vi amo – Jirina Prekop e Bert Hellinger __se-sapeste-come-vi-amo-icona

La vita di Gesù in India, di Holger Kersten Verdechiaro Edizioni – Questo libro presenta prove inoppugnabili che Gesù ha vissuto in India, dove è morto in tarda età.

Gesù non l’ha mai detto: millecinquecento anni di errori e manipolazioni nella traduzione dei vangeli
Bart D. Ehrman, Mondadori

“Cristo in Kashmir” di Aziz Kashmir, Ed. Atlantide
Secondo una tradizione ancora viva tra le popolazioni del Kashmir e i musulmani indiani, il profeta Gesù (Yuz Asaf ) venne salvato dalle sofferenze della croce e accolto tra le montagne che circondano la valle del Gange, dove continuò l’opera di evangelizzazione.

“Sulle tracce di Gesù l’Esseno. Le fonti storiche buddhiste, islamiche, sanscrite e apocrife” di Fida M. Hassnain, Ed. Amrita
Il professor Fida M. Hassnain, direttore del Museo delle Antichità dello Stato di Jammu e Kashmir (India), ha scoperto delle fonti storiche comprovanti il passaggio di Gesù in Ladakh. I manoscritti scoperti da Hassnain provano che Gesù fu cresciuto e protetto dall’ordine degli Esseni e che trascorse gli anni “mancanti” della sua gioventù in Persia e in India. Egli insegnò agli Ebrei di stanza in Persia, Afghanistan, India e Asia Centrale, insieme a Pietro e a Tommaso, e infine fu sepolto in Kashmir (come Mosé e Maria) fra gente di origine ebrea.

“La Storia non raccontata di Gesù” di Giancarlo Rosati, Ed. IDM, Istituto delle Motivazioni.
In questo lavoro la cosa più interessante non è tanto la narrazione della figura storica di Gesù, che ad ogni modo assume tratti del tutto nuovi e straordinari, quanto la riscoperta del vero insegnamento del Cristo che dovrebbe indurre ad accogliere l’idea che tutto ciò che il Cristianesimo ha ritenuto di sua esclusiva appartenenza in realtà proviene da dottrine ben più antiche di ordine gnostico.

“Gli anni perduti di Gesù – prove documentate dei 17 anni vissuti da Gesù in Oriente di E. Clare Prophet, Ed. Il Punto di Incontro
Antichi testi rivelano che Gesù trascorse 17 anni in Oriente, viaggiando in India, Nepal, Ladakh e Tibet fin dall’età di tredici anni, sia in qualità di studente che di insegnante. Elizabeth Clare Prophet riunisce le testimonianze di quattro testimoni oculari e tre diverse traduzioni di questi documenti straordinari. L’autrice rende nota l’incredibile storia di come il giornalista russo Nicolas Notovitch scoprì i manoscritti nel 1887 in un monastero del Ladak.

“La vita sconosciuta di Gesù” di Nicolas Notovitch, Ed. Amrita

 

 

 

ASCOLTATI


Ogni risonanza è uno strumento di trasformazione e la nostra voce non fa eccezione a questa regola.

Per questo nella sessione di benessere VOCAL EXPERIENCE,
che dura circa trenta minuti, ti è possibile usare il potere della tua voce per creare armonia dentro tutto il tuo essere: tra corpo e mente.
Capisco che serve molto coraggio per concedersi questa grande opportunità, e “cor-aggio” non è altro che l’azione del cuore..
La propria voce è sincera e usare lei come specchio può spaventare: “Cosa mi accadrà? Come cambierà poi la mia vita un lavoro del genere? L’ego impregnato teme di essere messo in discussione nelle sue certezze faticosamente acquisite e frena.. con i pensieri che bloccano la possibilità di sperimentare, di contattare la fiducia interiore, di concedersi la pratica che vale più di qualsiasi grammatica..
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Nessuno può fare il mio cammino: a me rivolgo lo sguardo. Buddha Gautama Sakiamuni

Perché la verità, rappresentata dalla statua che vediamo nell’immagine, è che nessuno ma proprio nessuno può fare il cammino interiore al posto nostro, nessuno può usare la mia voce per creare armonia nel mio corpo e ogni cura che arriva dall’esterno (e da continue aspettative dall’esterno) è limitata nei suoi effetti finché io dall’interno non so valorizzare i miei strumenti benedetti come lo è la mia voce e addirittura li uso in modo castrante.

Capisco che le strade già aperte da altri non richiedono questo forte coraggio. Ma dobbiamo tutti stare molto attenti a questo meccanismo che ha in sé molte controindicazioni.
Il lavoro interiore è un grande impegno: è alla base di tutto perché  senza la conoscenza dei nostri individuali poteri, risorse, senza l’ascolto interiore, senza la conoscenza dei nostri limiti percettivi e sensoriali, non possiamo che continuare a vivere come Don Chisciotte contro i mulini a vento: tanta buona volontà che non basta mai per costruire davvero pace, armonia.. perché se da una parte cerchiamo di fare del bene, dall’altra, inconsapevolmente, continuiamo a sostenere la confusione, l’abuso di potere, lo spreco e lo sfruttamento di altre forme di vita.
Vi aspetto nell’area olistica del TEATRO TENDA OBIHALL di FIRENZE, DAL 21 AL 23 DICEMBRE,  dove vi è possibile vivere, accompagnati con sincera dedizione, quest’importante esperienza: IL VOCAL EXPERIENCE.
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“Dalla voce nasce un dipinto: unico come la voce che dipingo e diventa un dono meraviglioso”

Un dolce abbraccio.
Lisa Sperandio
Creator Voice portrait oil paintings
Facilitatrice di meditazione consapevole e costellazioni famigliari
Operatrice Olistica Conacreis*
INFORMAZIONI PROSSIMI APPUNTAMENTI – DOVE E COME RAGGIUNGERCI
sia per i seminari intensivi che per le sessioni individuali:
FILMATO INFORMATIVO E DIVULGATIVO:
*Attività professionale di cui alla legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)

IL SIGNIFICATO DI KHARMA


E’ necessario innanzitutto comprendere cosa sia il significato di kharma. Tale parola sanscrita significa “Legge di azione e conseguenza” . E’ ovvio che non esiste causa senza effetto, né effetto senza causa. Qualsiasi atto della nostra vita ha le sue conseguenze. Ogni causa si trasforma in effetto e ogni effetto si trasforma in causa.

Nella legge kharmica subentra la compensazione che mira al riportare equilibrio. Questo significa ad esempio che quando un uomo uccide un altro uomo e non se ne pente e non si prodiga a salvare altre vite, sarà compito portato avanti da qualcuno della sua generazione, un figlio, un nipote, ecc.. Lo stesso vale per le guerriglie: un popolo che non prende atto del dramma compiuto osteggiando guerra avrà nel futuro il peso di trovare compensazione ai danni causati ad esempio ospitando fuggitivi oppure una donna che abortisce volontariamente e non piange la sua scelta, non vive il suo dolore, non lo riconosce e non si impegna nell’aiutare a vivere altri bambini, altre vite.. lascerà questo compito di compensazione ai prossimi figli, nipoti, ecc… Tutto quello che si fa lascia il segno, perchè non esiste causa senza effetto, ne effetto senza causa.
Quando si vive secondo il retto pensare, il retto sentire e il retto
agire le conseguenze sono felici e stiamo praticando il Dharma*.
Il retto pensiero, il retto sentimento, la retta azione è impossibile finchè pratichiamo l’attaccamento e diamo forza al concetto del “sè isolato” che è frutto della nostra percezione erronea limitata, la stessa che ci fa credere la terra piatta e ferma. E’ importante imparare a riconoscere questa percezione erronea invece che attaccarsene per porre fine al generare dolore. La nostra caratteristica di poter scegliere va usata con visione profonda altrimenti resta una caratteristica usata per metà e che causa danni invece che benefici mentre la legge kharmica lavora secondo la compensazione per tornare all’equilibrio.
Il Karma diventa dunque la legge della Compensazione, non della vendetta. Anche le cose dolorose che ci capitano non sono punizioni ma conseguenze ad azioni precedenti distruttive. Noi siamo il continuo dei nostri antenati cosi come i semi di prugno sono il continuo del prugno. La vita continua a manifestarsi trasformandosi. 909480
Sta ad ognuno di noi riprendere consapevolezza della realtà delle cose ed imparare ad utilizzare in modo costruttivo le nostre risorse, praticando la visione profonda, con compassione e priva di prodotti della mente dualistica che giudica, che divide e dimentica l’unita di cui siamo parte.
A cura di Lisa Sperandio.
SE TI INTERESSA QUESTO ARGOMENTO E LO SENTI RISUONARE VERITIERO, SE DESIDERI PORTARE ARMONIA NELLA TUA VITA  ECCO I PROSSIMI SEMINARI INTENSIVI IN CUI TI E’ POSSIBILE FARLO:
“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE” 28 GENNAIO 2017 A MONTAGNA  BZ 
25 FEBBRAIO A PADOVA
per info e iscrizioni:
*Il Dharma è la rettitudine (la retta azione) che ci ricorda di essere parte della stessa vita per questo richiama alla pratica di tali impegni:
– onestà (non mentire)
– lealtà (non rubare)
– proteggere le forme di vita (non uccidere ne infierire sulle altre manifestazioni di vita)
– condotta sessuale responsabile ed etica (non fornicare)
– coltivare la parola amorevole e ascolto profondo (non dire falsa testimonianza)
– consumo consapevole (astenersi ad assumere droghe, alcool, ecc.. riconoscendo come alimentazione ogni azione che nutre i sensi: la vista, il gusto, l’olfatto, il tatto, l’udito, ciò che nutre la mente)

antenati_cristo_ezekia_manasse_amonUna grande occasione che crea uno spazio sicuro dove poter lasciare i propri pesi non più necessari per la realizzazione e serenità. L’esperienza viene vissuta in cerchio come nelle tradizioni native americane, riconosciuti in quanto tutti di eguale importanza e tutti sullo stesso piano. Il metodo è semplice e potente, in grado di operare sia sul pianto individuale che familiare e collettivo, secondo la partica di Bert Hellinger con le “Costellazioni familiari” e gli “ordini dell’amore”. Grazie alla possibilità di osservare la realtà da un altro punto di vista, il partecipante contatta emozioni profonde così portate in superficie e altrimenti rimanenti nascoste pur influenzando ed ostacolando la vita.
Per partecipare è indispensabile iscriversi cliccando questo link, compilando il modulo e inviandolo, entro 15 giorni dalla data stabilita.

TUTTE LE INFO: www.avepavistara.com

“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE”
28 GENNAIO 2017 A MONTAGNA  BZ 
25 FEBBRAIO A PADOVA
per info e iscrizioni:

 

 


Presto a Lagundo arriva il VOCAL EXPERIENCE ART-THERAPY:

FIERA ENERGETIKA A LAGUNDO  09 10 11 SETTEMBRE

FIERA ENERGETIKA A LAGUNDO
09 10 11 SETTEMBRE

 

Si tratta di un lavoro profondo con l’intento di armonizzazione interiore: una grande occasione dove, con la cura e dedizione degli operatori Lisa Sperandio e Tondin Juri, LA TUA VOCE  ha la possibilità di esprimere se stessa, liberando in modo spontaneo blocchi anche antichi. L’animale guida che contatti ti farà da sostegno in questa esperienza introspettiva in cui vieni accompagnata/o con la meditazione. Nel frattempo Lisa dipinge su tela e legno il ritratto della tua voce ascoltata, lasciando 13312848_535367676660802_4621103740275443497_nche quest’opera testimoni, nel tempo ed ogni qualvolta la riguarderai, l’unicità che tu sei ed il tuo grande valore.


Durata della sessione circa 30 minuti.

IMPORTANTE: è consigliata la prenotazione con la quale ti riservi il biglietto d’entrata nominativo in omaggio

PER TUTTE LE INFO cliccare qui: www.avepavistara.com

VOCAL EXPERIENCE © di AVEPAVISTARA ®avepavistara


“Non riesco ad integrarmi.  Ho sempre la sensazione di essere un’emarginata e questo mi capita da sempre, da quando posso ricordarmi qualche cosa”. “Fin da bambino mi è sempre stato detto che -ero diverso- e mi sono sempre sentito tale.  Provavo un dolore profondo e pensavo: -Non piaccio a nessuno.” Restavo sempre  isolato”.  “Non ho mai capito il motivo per cui gli altri mi vedevano così diversa e ancora oggi soffro per questo”. “Ero determinata a integrarmi e volevo disperatamente piacere a tutti. L’unica cosa che mi aiutava a provare un senso di appartenenza era rendermi utile agli altri. Iniziarono a dirmi che ero un angelo e ci ho creduto, finalmente ho capito chi sono”. 

Queste sono alcune delle tantissime testimonianze che possiamo raccogliere tra noi umani. Nell’ultimo caso viene riportata una delle conclusioni più raggiunte in culture che ignorano nella maggior parte dei casi come sia costituito il nostro cervello, le nostre risorse, limiti di percezione e caratteristiche. Intorno alle figure degli “angeli”, cosi come alla “reincarnazione”,  si è creato da secoli un grande mercato lucrativo e torna piacevole a molti l’immaginarne la concretezza ma è importante  fare attenzione a queste credenze perché  rendono ancora più difficile approfondire la vera natura della realtà e impediscono il lasciar emergere degli irretimenti famigliari, dunque ne favoriscono il susseguirsi, il ripetersi nelle prossime generazioni. 

"Le sofferenze famigliari come anelli di una catena si ripetono di generazione in generazione finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione." Alejandro Jodorowsky

“Le sofferenze famigliari
come anelli di una catena
si ripetono di generazione in generazione
finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione.”
Alejandro Jodorowsky

Ma allora perché ci capita cosi spesso, tra noi umani  di sentirci “diversi”? Il sentirsi “diversi” è una percezione umana naturale oltre che realistica: siamo tutti unici. I problemi arrivano quando non riconosciamo tale unicità come una caratteristica positiva e dunque  viviamo sensazioni dolorose. Non la riconosciamo come caratteristica positiva perché un dei nostri bisogni primari è sentirci “appartenere” e la “similitudine” ci porta a soddisfare questo bisogno. 

Le altre creature non conoscono questo bisogno primario perché non hanno la mente dualistica, dunque non hanno alcun dubbio sul senso di appartenenza. Per noi umani, invece, è facile far nascere il dubbio: il dubbio di non essere amati, di non essere amabili, di non essere sufficientemente utili ed importanti per gli altri. Questo dubbio genera tanta paura, senso di impotenza,  ed emozioni dannose. Purtroppo più alimentiamo tali emozioni e più le generiamo perché tutto in natura diventa forte proprio in base alla forza che riceve. Come non bastasse, da piccoli non siamo in grado di capire cosa ci sta accadendo. Non sappiamo codificarlo in parole, senza esempio dall’esterno, non sappiamo spiegarlo agli altri e spesso gli altri non se ne rendono conto perché anch’essi presi dalle proprie emozioni dannose. Nel migliore dei casi abbiamo chi accanto ci aiuta comunque, ma sappiamo che sono casi importanti quanto per nulla scontati. Invece, e questa parte è molto importante, le altre percezioni di “isolamento, differenza rispetto ad altri componenti della famiglia, sensazione di non appartenere a quella famiglia, visioni ecc..”  sono dovute a più spiegazioni concrete che non hanno a che fare con la soluzione proposta da religioni e credi  esponenti  la tesi degli “angeli”.

Nello specifico: noi umani da piccoli, privi di filtri mentali che ci proteggano in tal senso, percepiamo come nostre le paure ed i drammi ereditati dai genitori cosi come dagli antenati e non da loro elaborati, percepiamo le esperienze tenute nascoste dagli adulti pur vissute da essi e sempre non elaborate, come ad esempio aborti spontanei e clinici, violenze sessuali subite, parenti dispersi in guerra, morti non onorate, uccisioni avvenute in famiglia, compiute in  famiglia e non ammesse pubblicamente, non riconosciute, ecc..

Ecco che le parole ritrovate nelle scritture del Libro Ezechiele: “I padri han mangiato l’uva acerba ed i denti dei figli si sono allegati” diventa comprensibile e ci aiuta ad applicare nella nostra vita da adulti dei sistemi in cui sia riconosciuta, finalmente, la vera origine dei nostri malesseri, portandoci a vivere in modo sereno con quella “verità che rende liberi”.. si, liberi di vivere nella  benedizione di essere unici quanto tutti parte della stessa VITA, come i tasselli di un puzzle.

A cura di Lisa Sperandio

Facilitatrice di meditazione consapevole e costellazioni famigliari
Operatrice Olistica Conacreis*
SE TI INTERESSA QUESTO ARGOMENTO E LO SENTI RISUONARE VERITIERO, SE DESIDERI PORTARE ARMONIA NELLA TUA VITA  ECCO I PROSSIMI SEMINARI INTENSIVI IN CUI TI E’ POSSIBILE FARLO:
“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE”: è possibile portare miglioramento nella salute e nelle relazioni intervenendo con questo metodo potente in grado di far emergere dinamiche nascoste della propria famiglia e sistema di appartenenza. Grazie al movimento dei rappresentati nel gruppo, si rivela un occasione eccezionale per la persona che porta il suo tema: può cosi comprendere con chiarezza cause profonde, spesso altrimenti tramandate di generazione in generazione.
“LA VOCE IN ARMONIA”: si apprendono varie pratiche concrete e profonde, utilizzando la voce per alleviare dolore, eliminare stress accumulato nel tempo, stimolare le individuali energie, sviluppare serenità e acquietamento, recuperare il flusso vibrazionale di cui siamo parte.
PER INFO PROSSIMI APPUNTAMENTI ED ISCRIZIONE:

*Attività professionale di cui alla legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)

 

 

VOCAL EXPERIENCE


superimposed1451838603914Lisa Sperandio Juri Tondin
sono facilitatori di costellazioni famigliari e di meditazione consapevole secondo gli insegnamenti del Maestro Zen Thich Nhat Hanh, certificati con la trasmissione dei cinque precetti dall’European Institute of Applied Buddhism nell’estate 2014 e Master Voice, Vocal and Sound Healing. 
Operatori in fiere di benessere e conduttori in gruppi di lavoro alla ricerca della propria realizzazione energetica.
Lisa è ideatrice del ritratto alla voce presentato la prima volta alla Galery 90 di Rio Pusteria, crea dipinti “IL COLORE DELLA VOCE” ascoltando le vibrazioni vocali. Insieme conducono il seminario “LA VOCE IN ARMONIA” e portano la VOCAL EXPERIENCE nelle fiere di Benessere Energetico. Si tratta di un lavoro di armonizzazione  proposto nella sessione che dura dai 20 ai 30 minuti circa. Il partecipante sceglie un animale, in un preciso contesto creato appositamente.  Con il supporto di dipinti dell’artista, quell’animale fa da specchio introspettivo nel viaggio interiore guidato dai facilitatori, con l’accompagnamento di strumenti etnici, campane tibetane, shrutibox, ecc.
In questa grande occasione, la voce del meditante ha la possibilità di esprimere sé stessa, sciogliendo in modo spontaneo blocchi anche antichi. Nel frattempo l’artista dipinge su tela e legno, il ritratto della voce ascoltata, 
lasciando che quest’opera testimoni l’unicità della persona e del suo grande valore.  Di seguito è possibile approfondire grazie ad alcune domande poste ai facilitatori durante un seminario e alle loro risposte.

Doris: PERCHÉ DEVO METTETE IN GIOCO LA MIA VOCE? 12771798_833883460090756_1242996150687139697_o

Lisa- La voce di ognuno è vibrazione sonora ineguagliabile, è  suono creato della propria risonanza interiore. Quindi è certo: la voce è lo specchio della nostra personalità, del nostro percepire noi stessi e la vita in generale. Quale occasione migliore su cui riflettere e portare armonia?
Vittoriana: IO NON SO CANTARE E MI VERGOGNO, POSSO FARLO LO STESSO?
Juri- Non è richiesta nessuna prestazione canora ed è una grande occasione per trascendere la vergogna e liberarsene, questo è già positivo e motivante. O tu vuoi tenertela?
Renato: PERCHÈ SCEGLIERE GLI ANIMALI COME GUIDA?
Lisa- Perché sono grandi maestri di fede, quella autentica che nulla ha a che fare con concetti di teologia e razionali. Gli animali non hanno la mente dualistica, ossia creante concetti opposti come ad esempio “bene/male”. Essi hanno perciò completa fede nella vita, si fidano dei propri sentimenti, sono in perfetto contatto con il proprio corpo ed hanno pace, forza e grazia. Sanno di essere parte del flusso vitale e vivono di conseguenza. Il dubbio che nasce in noi, nella nostra mente, invece, mette in discussione la fede nella perfezione della Vita e tale dubbio distrugge l’interconnessione, creando blocchi energetici, confusione e dolore.
Gli animali possono allora aiutarci a ricordare la nostra essenza di cui tutto, loro compresi, è costituito. Possono aiutarci a rinforzare la fede nella Vita e a smettere di alimentare il dubbio.

PROSSIMI APPUNTAMENTI:       FIERA DI BENESSERE 12 E 13 NOVEMBRE A MODENA

INFO: http://www.modenabenessere.it/

E’ consigliata la prenotazione. PER PRENOTARE CLICCARE    QUI 
IMPORTANTE:  chi si PRENOTA riceve IN OMAGGIO il biglietto d’entrata!


12716309_494490037415233_4263837537805626209_oUn lavoro profondo di armonizzazione energetica, una grande occasione! La tua voce avrà la possibilità di esprimere se stessa, liberando in modo spontaneo blocchi anche antichi e l’animale guida farà da compagno nel viaggio introspettivo in cui sarai accompagnato/o con la meditazione.  Nel frattempo la nota artista dipinge su tela e legno il ritratto della voce ascoltata, lasciando che quest’opera testimoni l’unicità che tu sei ed il tuo grande valore.
Durata della sessione circa 20 minuti. Consigliata prenotazione.

 

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E’ consigliata la prenotazione. PER PRENOTARE CLICCARE    QUI 
IMPORTANTE:  chi si PRENOTA riceve IN OMAGGIO il biglietto d’entrata!

PROSSIMI APPUNTAMENTI:       FIERA DI BENESSERE 12 E 13 NOVEMBRE A MODENA

INFO: http://www.modenabenessere.it/13260084_10208803696436957_3623839981111779361_n

 

 

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Lisa Sperandio e Tondin Juri
sono facilitatori di costellazioni famigliari e di meditazione consapevole secondo gli insegnamenti del Maestro Zen Thich Nhat Hanh, certificati con la trasmissione dei cinque precetti dall’European Institute of Applied Buddhism nell’estate 2014 e Master Voice, Vocal and Sound Healing. 
Operatori in fiere di benessere e conduttori in gruppi di lavoro alla ricerca della propria realizzazione ed armonizzazione energetica.
Lisa Sperandio è ideatrice del ritratto alla voce presentato la prima volta alla Galery 90 di Rio Pusteria, crea dipinti “IL COLORE DELLA VOCE” ascoltando le vibrazioni vocali.

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DOMANDE COMUNI DEI PARTECIPANTI E RISPOSTE DAI FACILITATORI

Doris: PERCHÉ DEVO METTETE IN GIOCO LA MIA VOCE?
Lisa- La voce di ognuno è vibrazione sonora ineguagliabile, è  suono creato della propria risonanza interiore. Quindi è certo: la voce è lo specchio della nostra personalità, del nostro percepire noi stessi e la vita in generale. Quale occasione migliore su cui riflettere e portare armonia?
Vittoriana: IO NON SO CANTARE E MI VERGOGNO, POSSO FARLO LO STESSO?
Juri- Non è richiesta nessuna prestazione canora ed è una grande occasione per trascendere la vergogna e liberarsene, questo è già positivo e motivante. O tu vuoi tenertela?
Renato: PERCHÈ SCEGLIERE GLI ANIMALI COME GUIDA?
Lisa- Perché sono grandi maestri di fede, quella autentica che nulla ha a che fare con concetti di teologia e razionali. Gli animali non hanno la mente dualistica, ossia creante concetti opposti come ad esempio “bene/male”. Essi hanno perciò completa fede nella vita, si fidano dei propri sentimenti, sono in perfetto contatto con il proprio corpo ed hanno pace, forza e grazia. Sanno di essere parte del flusso vitale e vivono di conseguenza. Il dubbio che nasce in noi, nella nostra mente, invece, mette in discussione la fede nella perfezione della Vita e tale dubbio distrugge l’interconnessione, creando blocchi energetici, confusione e dolore.
Gli animali possono allora aiutarci a ricordare la nostra essenza di cui tutto, loro compresi, è costituito. Possono aiutarci a rinforzare la fede nella Vita e a smettere di alimentare il dubbio.
 
Nicola: CHI SCEGLIE IL MIO ANIMALE GUIDA?
Juri- Sarai tu stesso a sceglierlo, è fondamentale che sia così e che tu possa contare sempre su questa tua grande risorsa interiore.1
Rosanna: COME FAI A CAPIRE QUALI COLORI USARE PER DIPINGERE LA MIA VOCE?
Lisa- Praticando l’ascolto emozionale ed energetico del suono vocale dove la mia mente non si sofferma al significato che abbiamo invece imparato ad attribuire alle parole pronunciate ne ad alcun significato razionale appreso. In questo modo il mio lavoro diventa un insieme di azioni a servizio dell’intento di riportare sulla tela, con i colori ed i loro movimenti, l’unicità mossa dalla voce dipinta.
Raul: IN CHE MODO MI AIUTERÀ QUEL DIPINTO?
Lisa- L’esperienza vissuta in questa sessione permette di contattare blocchi emozionali anche antichi e di riportare leggerezza energetica senza che la mente ponga filtri affinché ciò si realizzi. La sensazione poi provata resterà ricchezza interiore e non è descrivibile. Il dipinto resta un punto di riferimento per la tua mente  che semplicemente  guardandolo, ritroverà quelle sensazioni. L’unicità del dipinto evidenzia con costanza la tua unicità e preziosità di bellezza nel mondo.

Novità

12186292_462232260641011_3890319076875397614_oSEMINARIO DI BENESSERE ENERGETICO

“ LA VOCE IN ARMONIA

Dedicato a chi è alla ricerca di sé stesso

con l’intento di favorire il proprio benessere energetico.

Il principio che muove il seminario considera quanto sia vero che

LA NOSTRA VOCE NON MENTE..

La nostra voce esprime chi siamo e cosa proviamo, contiene la nostra storia.. 
 il mosaico che ci compone. Essa esprime, più del linguaggio corporeo, la nostra identità, l’intera gamma di sfumature della nostra anima. 
È uno specchio che non inganna.

E’ risorsa preziosa. Con pratiche concrete e profonde, sarà possibile aprirci alle sue potenzialità utilizzandola per alleviare dolore, eliminare stress accumulato nel tempo, stimolare le proprie energie, sviluppare serenità e acquietamento, recuperare il flusso vibrazionale di cui siamo parte.

Ogni partecipante riceverà il ritratto della propria voce realizzato dall’artista e facilitatrice durante il seminario.

I POSTI SONO LIMITATI!

IL LUOGO È INTIMO E STUPENDO.

Castel Rundegg a Merano

SABATO 19 DICEMBRE

ore 9,00 -18,00

CONTRIBUTO RICHIESTO 90 Euro

INFO E ISCRIZIONE

avepa-vistara@email.it

www.avepavistara.com

 


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E’ APERTA L’ASTA DI BENEFICENZA A CUI PUOI PARTECIPARE ANCHE TU:
CON IL TUO ACQUISTO DI UN DIPINTO ORIGINALE ED AUTENTICATO.. CONTRIBUISCI A REALIZZARE IL WORKSHOP “STAR BENE CON SE STESSI” A MERANO.
Sono sempre più eclatanti i riscontri che evidenziano come la nostra società alto atesina sia afflitta da isolamento, depressione, difficoltà di interagire e di costruire rapporti sereni.
Di recente ne é stato accennato amaramente dal Telefono Amico di Bolzano e lo comprovano le statistiche che rilevano forti dipendenze da superalcolici, giochi d’azzardo e psicofarmaci somministrati anche a grosse cifre di minori, casi scolastici di bullismo ecc.
Sappiamo che è possibile cooperare insieme per curare e prevenire queste piaghe umane con strumenti e pratiche focalizzate a fornire conforto e chiarezza ai singoli coinvolti.
La nostra associazione di promozione sociale ed umanitario IN PACE di Merano si muove con l’intento di rendere accessibili e disponibili questi strumenti e queste pratiche.
Di recente ha promosso l’evento “comunicazione efficace” con il supporto professionale della psicologa e psicoterapeuta Sabrina D’Amanti, specializzata in Analisi Transazionale e ricca di esperienza pratica nelle scuole. Si occupa di psicoterapia individuale, di gruppo, di coppia e familiare e di consulenza alle famiglie sui disagi relativi ai bambini e agli adolescenti in più paesi italici. Da poco ha pubblicato il libro “I giochi dell’analisi transazionali” Xenia Edizioni. Per noi è importante poter riproporre il suo prezioso intervento con un nuovo tema: “Star bene con se stessi”. Il programma si potrà svolgere in un pomeriggio di fine settimana e tratta la personalità, l’autostima, le emozioni, affronta la depressione e la solitudine. Il proposito è di migliorare in modo semplice e concreto il rapporto con se stessi e con gli altri, riconoscendo valorizzando poteri benefici che ognuno di noi già per natura possiede. Sono aperte le iscrizioni a chiunque desideri partecipare: basta scrivere a in-pace@gmail.it. Per rendere minimo il contributo richiesto al partecipante e coprire le cospicue spese organizzative, l’artista Lisa Sperandio, ci ha donato tre sue opere in beneficenza per cui apriamo un’asta e ringraziamo di cuore gli acquirenti che possono farsi presenti nel nostro sito internet: http://www.inpace.me/asta/
Tam Binh An
(presidente, membro fondatore dell’Associazione)
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Quando l’arte si mette a servizio del benessere individuale, l’opera assume un nuovo impatto.

Lo sguardo dell’artista Lisa Sperandio si illumina di questa consapevolezza quando spiega cosa sia la sua novità che presenta per la prima volta pubblicamente, in piazza di Rio Pusteria all’evento “arte sotto le stelle” il 2 agosto 2014.

“E’ con piacere che posso favorire alla gioia dell’acquirente.IMG-20140731-WA0001

I miei dipinti I COLORI  DELLA TUA VOCE hanno già dato tanta soddisfazione ai loro proprietari.

Ecco i perché: l’opera è irripetibile e viene da me dipinta ascoltando la voce della persona in questione. Il dipinto può nutrire la mente dell’osservatore, che è fonte di emozioni armoniose. Questo dipinto particolare può essere un regalo a chi si ama e si riconosce come speciale e unico al mondo. L’idea è nata come un gioco.. mentre ascoltavo, in una lunga telefonata, la voce di una mia amica e mi trovavo nel mio angolo di pittura, davanti alla tela bianca appoggiata sul cavalletto.. con i colori e pennelli a IMG-20140731-WA0000disposizione. Ho scelto i colori che mi ispirava e dipinto con movimenti a cui mi lasciavo guidare. Quando lei lo vide, ne fu entusiasta in un modo così piacevole che ho compreso potesse essere la prima di tante altre opere ispirate alla voce di noi umani. Ecco che anche gli altri nuovi acquirenti a cui ho proposto l’idea, mi hanno riportato simili bei riscontri.”

Appena lo ho visto ho sentito il mio cuore battere forte: che emozione!  FILOMENA D.N. (Molise)

Lo guardo ogni sera prima di addormentarmi: mi aiuta a sorridere, mi arriva tanta pace e tutto questo è della mia voce! KARIN M. (Vienna)

Non mi sono mai accorto della forza che la mia voce può scatenare! E’ bellissimo per me poterla guardare attraverso i colori. GIACOMO DEMAS (Novara)

Lo guardo e mi emoziono.. moltissimo! Ci sono i colori della vita, rosso, giallo, verde e vibrano proprio come se parlassero! CATERINA D. (Pesche)

RICEVERLO E’ SEMPLICE:  INVIANDO UNA RICHIESTA INFO DIRETTAMENTE ALL’ARTISTA SCIRVENDO A lisasperandio@gmail.com


“Dolce scoprire che non sono più solo ma che son parte di

Un nuovo dipinto di Lisa Sperandio

Un nuovo dipinto di Lisa Sperandio

un’immensa Vita”

 sono le parole cantate da Francesco d’Assisi che rappresentano lo spirito con cui l’artista si presta a questa nuova esposizione, accogliendo gli invitati con musica  suonata dal vivo dal polistrumentista Max  Castlunger e  dal contrabbassista Marco Stagni!!

L’atmosfera originale ricca di ritmo e sonorità con strumenti etnici, orientali come il bansuri indiano, sarà arricchita da un buffèt vegetariano e brindisi,

entrata libera.

VERNISSAGE

DIPINTI OLIO SU TELA “PARTI DELLO STESSO MONDO”

di Lisa Sperandio

7 DICEMBRE 2013

ORE 20,30

BISTRO’ CAFE’ TREFF PUNKT

Merano Via Piave 61 BZ

L’esposizione di protrarrà sino a marzo 2013.


BUFFET VEGAN E TATNO ALTRO, BZ novembre 2013

Difficile selezionare gli argomenti da trattare in una serata così genuina. Importante resta precisare che il potere nasce dal basso ossia sono i singoli individue che formano la coscienza di massa.  Ogni singola azione, così come l’acquisto costante,  determina il rinforzo di un mercato a scapito dell’altro, lasciando che Multinazionali e Banche, dunque privati, abusino del potere ottenuto e permettendo l’accumulo di rifiuti tossici così come lo sfruttamento di risorse limitate.

Do.ko, la compostiera dell'organico con Paolo BonadioIn questo contesto  è  meritevole mettere i riflettori su quanto proprio ogni famiglia può fare per trasformare gli elementi organici avanzati nella cucina in ottimo fertilizzante, facendoci strumento cooperativo per il Bene Comune.

Ci si riferisce  alla compostiera domestica presentata da Paolo Bonadio, http://www.youcompost.com/doko-home.htm.

Sistema degno  di considerazione anche da parte dei nostri assessori Comunali e Provinciali, compresi quelli che hanno reso possibile la  concessione a fondo perduto di  un finanziamento di 184 mila euro per « BOBINET», un progetto di “wc pubblico” installato a Merano nello scorso anno e quelli che hanno contribuito a favorire il  il versamento  di circa 140.000€ “alla ricerca” di quale sia l’impatto “dei pesticidi nocivi tra cui altamente tossici” spruzzati in grandi quantità nella nostra terra polmonare, tanto da risultare nei primati delle regioni italiche che acquistano queste sostanze, come specificato in un puntiglioso  comunicato stampa del WWF TA.

E da qui possiamo comprendere che crisi non è affatto sinonimo di scarsità economica. Essa è  rappresentata dall’ideogramma giapponese con due simboli messi uno di fronte all’altro:  del pericolo e  dell’opportunità. Stà dunque al singolo fermarsi per scegliere in quale direzione portare la propria energia, la propria vita. E si può scegliere prima di tutto RICONOSCENDO il valore che è in ogni forma di vita, in ogni elemento che guardiamo, ascoltiamo, respiriamo, tocchiamo.. Questo riconoscimento determina le conseguenze che ognuno di noi va rafforzando nel micro e nel macro cosmo.

La crisi allora stà offrendo l’opportunità di dare valore alla Vita.

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Dall’intervento di Lisa Sperandio con alcune opere olio su te, durante la serata.

E’ il caso di imboccarci le maniche con coraggio e solidarietà.

Grazie ad ogni presente e alla disponibilità di ogni lettore attivo.

LS


Rio Pusteria, Serata "Arte sotto le stelle", agosto 2013

Rio Pusteria, Serata “Arte sotto le stelle”, agosto 2013

RIO PUSTERIA ESTATE 2013 – ARTE SOTTO LE STELLE

-Perché dipingi tele così piccole?
-L’arte, come ogni forma umana espressiva, può essere usata per riempire spazi da chi è abituato “credere” che esistano spazi vuoti e questo lo invita a volerli “riempire”. Amo dipingere in tali dimensioni perché così possono arrivare nelle abituazioni di chiunque senza ingombro,  presentandosi come una parte del mondo a cui apparteniamo, uno dei tanti tasselli …del Puzzle dal tema Universo.. perché il piccolo ci aiuta prima ad entrare in noi, ad ascoltarci, ad avvicinarci, e poi a fare un passo più indietro per accostare altro e altro ancora, allargando il nostro modo di concepire il mondo e facendo così spazio all’accoglienza, all’abbraccio.. di cui tutti abbiamo bisogno per stare bene insieme.Lisa Sperandio
Grazie per la domanda. Le domande aprono le vie della mente perché essa possa ritrovare il cuore. LS

ASTA DI BENEFICENZA


evento per il mese di luglio 2013CLICCARE QUI PER VEDERE BENE i quadri: 

Lisa Sperandio, artista contemporanea.

Lisa Sperandio, artista contemporanea.
Dipinge fin da ragazzina, concepisce la sua arte come espressione dell’anima.

http://arts4animals.wordpress.com/2013/07/10/lisa-sperandio-quadri/

Per partecipare  Tel. TRA LE ORE 20-21

CELL 3209665364

Oppure scrivere a lisasperandio@gmail.com

ASTA DI BENEFICENZA

I BAMBINI SONO SACRI


Suggestione/ Educazione

Bambini alla mostra (4)

Il bambino è un fiore nel giardino del mondo che stà a noi adulti crescere nella luce, custodito dalla cura e dall’amore.

Non serve andare poi così lontano per ricordare che gli stessi Gesuiti erano a conoscenza dello stato plasmabile della mente umana infantile : “Datemi un bambino fino all’età di sette anni e io vi darò l’uomo” era il motto. Sapevano che lo stato di trance del piccolo permetteva d’inculcare direttamente il Dogma della Chiesa. Quelle informazioni avrebbero inevitabilmente influenzato la maggior parte del comportamento in tutta la sua vita!  Le percezioni immagazzinate durante il periodo dello sviluppo possono di fatto prevalere sugli istinti ricevuti con il patrimonio genetico. Da evidenziare è che in fase adulta è possibile deprogrammare e riprogrammarci.  Siamo giunti ad accettare credenze (termine che include questioni di fede, religioni, fatalismi, superstizioni, convinzioni in genere del tipo “siamo esseri superiori e le altre creature stanno a nostro servizio”) che  contribuiscono alla distruzione del mondo. Ecco: quella programmazione arriva a farci sentire impotenti e nel bisogno di aggrapparci a termini come “speranza” mentre la parola “RESPONSABILITA'” resta messa da parte, quando essa è la parola chiave! Siamo stati influenzati da millenni per rinunciare al nostro potere e di conseguenza portati a dipendere dagli altri per sopravvivere specialmente.. in campo di spiritualità e di salute. Capito questo, ci rendiamo conto che i bambini hanno bisogno di essere ascoltati e presi sul serio e non di racconti suggestivi. Sia come madre che come educatrice non posso accettare in silenzio che vengano tranquillamente loro inculcati concetti balordi di demoni e compagnia, magari per far pubblicità ad un libro da mettere su mercato. I bambini sono sacri. LS


Tibetani View full article »


Madre, tu mi hai generato da una scintilla e presentata al Mondo.
Madre, in ogni forma di vita cuci la lezione della 094tua saggezza e del tuo amore.
Noi esseri umani ancora dubitiamo di saperla leggere ed in molti siamo confusi. La nostra confusione ci allontana gli uni dagli altri e ci sentiamo soli.
Madre, perché io possa usare il mio potere per custodire i tuoi doni invece che distruggerli, prima ho bisogno di conoscerlo. Perché io possa conoscere il mio potere, prima ho bisogno di curare le mie ferite e le ferite dei miei Antenati che pesano ancora nel mio cuore. Accompagnami Madre con la pazienza che solo tu conosci, intanto a te mi inchino.
                   Lisa Sperandio

ESPOSIZIONE QUADRI A TEMA


PARTI DELLO STESSO MONDO, MOSTRA marzo 2013 Martinsbrunn Merano

Presentazione del Dr. Richard Sigmund

 “Si è manifesta eccezionale l’accoglienza e l’organizzazione  da parte della Rinomata Clinica Martinsbrunn. Il mio ringraziamento è rivolto a loro profondamente perché offrono lo spazio all’arte, riconoscendola terapeutica sia per chi realizza opere sia per chi le può osservare. L’arte è un dono che appartiene ad ogni essere umano come caratteristica che ci distingue, indipendentemente dalla forma con cui si manifesta. Ognuno la possiede ed è costruttivo esprimerla. Può essere pittorica, grafica, musicale, letteraria, manuale, decorativa, ecc.. L’arte è uno strumento che ci permette di entrare in contatto con la nostra anima, le nostre emozioni, e trasmetterle a chi ci circonda. Ci aiuta a prendere contatto con parti in noi e fuori di noi altrimenti  represse, creando isolamento. Dare spazio all’arte significa favorire  il benessere dell’umanità. Dipingo,  non per riempire spazi bensì per comunicare quanto sia importante aprire il nostro cuore per farci entrare la bellezza di ogni elemento che ci è attorno, che ci influenza, che influenziamo. I miei quadri sono un invito ad avvicinarsi, ad osservare, a lasciar riposare la mente che condiziona e limita il modo di percepire la vita. In questa esposizione, ogni dipinto riporta una frase a tema con la data di nascita di chi l’ha pronunciata. Si tratta di date che vanno da 3.000 anni avanti C. ad oggi.Dono

Esse aiutano l’osservatore a constatare che ogni cosa esistente appartiene allo stesso grande dipinto che è il mondo in cui viviamo, e ogni pezzo, piccolo o grande, colorato, lucente o scuro che sia, è fondamentale in egual modo.. esattamente come i pezzi di un puzzle.

E’ una grande occasione per tutte le generazioni ed il mio desiderio è che siano in molti a potervi accedere, aprendo sempre di più la strada a queste iniziative. Lisa Sperandio”

COSA DICE LA STAMPA

DOLOMITEN

QUI MERANO 28.02.2013


INAUGURAZIONE – ERöFFNUNG

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26/02/2013 alle-um 19.30

Entrata libera,  dalle 10 alle 17 escluso il sabato

Sala Esposizioni – im Martinsbrunn Austellungsraum

Dettaglio dello splendido buffè vegetariano di accoglienza

Büffet – live Musik Nicola Schnarf, 16 anni

Grazie di cuore alle persone che cooperano coraggiosamente per un modo umano umile e libero di vivere nell’armonia sulla Terra.                                         Lisa Sperandio

da sx: Stefano e Roberto Magnabosco

Musica dal vivo e frasi a tema di personaggi da varie ere accompagnano l’esposizione nella sua apertura.

 

La fioreria Meranese Luther, la cui gestione è affidata a tre fratelli che appartengono, ormai, alla quarta generazione del padre fondatore, partecipa all’allestimento della Mostra con alcune delle sue affascinanti piante.

La  Babycomp S.r.l. che da oltre 20 è al servizio della contraccezione sicura e naturale, collabora come sponsor dell’Artista.


Dopo più di 120 anni i suoi dipinti continuano a lasciare un’indelebile occasione su cui riflettere per dare un senso a quello che la sua vita ha trasmesso da un sofferente sacrificio. Non mi riferisco al valore economico che i suoi quadri hanno raggiunto nonostante la miseria monetaria che ha conosciuto il pittore in tutta la sua breve vita. Alludo al modo in cui ha scelto di trasformarla definitivamente quella vita, colpendo a morte il suo cuore, probabilmente davanti alla sua ultima tela “Campo di grano con volo di corvi”. Ci lasciò quando aveva la mia età, stanco di non riuscire a trovare un riscontro del suo unico valore, nonostante tutti i suoi getti di colore, innumerevoli pennellate e atti estremisti, tra milioni e milioni di persone che attorno a se giacevano. Era vittima di una sofferenza che si limitava a venir catalogata con un nome di malattia. Quella sofferenza cercava di spingerlo a trovare un’identità nel mondo dei vivi gettando, come semi, i suoi grandi talenti in attesa che qualche terra gli aiutasse a germogliare risplendenti, un’attesa tragica nel suo risvolto. Poco si sa dell’angoscia di sua madre che lo partorì un anno dopo la morte in culla di suo fratello, chiamato con lo stesso nome. Il fratello vivente Theo poi nominò “Vincent” il figlio, nato poco prima che lo zio gli “fece spazio” nel mondo dei vivi, andandosene. Quello che desidero profondamente è che dopo così tanti anni tra di noi ci possa essere una sorta di evoluzione, cioè ci si riesca a rendere conto che la malattia è un campanello d’allarme con un messaggio che l’anima trasmette: limitarsi a catalogarla ed isolarla non porta Amore all’anima malata. Jung diceva: “ciò che non raffiora alla coscienza torna sotto forma di destino” proprio perché in realtà nulla è casuale. Catalogare la malattia e cercare di azzittirla, significa non preoccuparci di ciò che l’ha scatenata, lasciando che le cose all’origine degenerino. E chi vive ancora ha bisogno di capire di più per trovare  pace.     Lisa Sperandio

MOSTRA: PARTI DELLO STESSO MONDO


INFO  ART MANAGER 3209665324 (20-21h)

MERANO – APPUNTAMENTI PREVISTI PER L’ESPOSIZIONE A TEMA:   

26 FEBBRAIO 2013 Sala Esposizioni MARTINSBRUNN MERANO

16NOVEMBRE AL 9DICEMBRE ALL’ OSPEDALE  F-TAPPEINER 

13 OTTOBRE AL 4 NOVEMBRE Casa di Riposo via Palade 3

UN GRAZIE SPECIALE:

Desidero ringraziare mio zio Giovanni Roca, che ha arricchito anche la mia vita con la passione ed il cuore dalla sua terra avellinese. I cuccioli umani hanno spesso bisogno

che qualcuno accanto a loro si accorga del piccolo talento con cui vengono al mondo e li dia permesso e strumenti per poterlo seminare, curare, far germogliare e prendere forma concreta.

Giovanni Roca è questa persona per me: fin da quando ero ragazzina ha capito cosa significasse per me dipingere, mi ha donato gli strumenti e tutt’oggi crede nel mio piccolo talento.

Fare questo è un grande gesto di solidarietà ed amore verso uno dei piccoli tasselli del Puzzle che è la Vita: per aiutarlo a trovare il suo posto e a non perdersi.       Lisa Sperandio

 

Dalla FONDAZIONE PITSCH -CASA DI RIPOSO- via Palade :

 Il mio intento, tramite l’esposizione dei miei quadri all’interno di una Clinica per Anziani,  è quello di realizzare un piacevole stimolo all’incontro tra gli ospiti della Fondazione Pitsch con i loro parenti e qualsiasi cittadino interessato, permettendo di ridurre le barriere che possono tenere distanti gli anziani ricoverati dalle altre generazioni e viceversa. 

Con più pareti piene di tele dipinte ad olio, il tema della mostra è “Parti dello stesso mondo”, proprio per evidenziare che tutto di ciò che vediamo e percepiamo costituisce il mondo in cui ognuno di noi vive e di cui fa parte, con le proprie caratteristiche individuali mai superiori o inferiori alla perfezione dell’altro. Cogliendo questa realtà, diventa così tangibile che ogni nostro pensiero ed ogni nostra azione è parte, come un pezzo di puzzle, della vita in genere.

Sta’ a noi partecipare a questo grande dipinto impegnandoci ad abbracciarlo, curarlo, abbellirlo, condividerlo.. perché donare significa sempre moltiplicare.

Lisa Sperandio 

 

ALCUNI RISCONTRI SULLA STAMPA DOPO L’INAUGURAZIONE:

Libellule in Cambogia


Eccovi Libellule.

Ed è la Terra che vive,

la perfezione nell’equilibrio che scorre,

il volo e la convivenza

l’energia vitale che condivide e moltiplica.

So di voi, il coraggio della metamorfosi:

è il vostro cuore che agisce in sintonia con il vostro sapere.

Osservarvi,

creature magiche,

insegna a sorridere,

ad ascoltare,

ad abbassare l’arroganza di quella testa illusa di essere migliore.

Osservarvi,

creature leggere quanto forti,

ci permette di percepire il piacere di appartenere allo stesso dipinto.

Lisa Sperandio, Aspettando l’autunno 2012 


A Merano una bambina chiede alla Hack, in una sala che contiene quasi mille persone:
“Margherita, secondo te perché ancora così tanta gente mangia la carne? Io soffro sempre quando vedo mangiare gli animali”.
E lei risponde:
“Perché si crede che senza la carne non si possa sopravvivere, invece io non l’ho mai mangiata, perché quando sono nata i miei eran già diventati vegetariani, appunto perché avevano aderito alla filosofia buddista. La filosofia che io non ho mai mangiato carne, e anche senza mangiar carne io ho fatto atletica a livello agonistico, ho vinto a due campionati universitari, sono stata terza a due campionati assoluti, ho fatto la Firenze-Viareggio e ritorno in bicicletta in giornata, ho fatto la Trieste-Grado e ritorno in giornata che sono 100 Km, quindi anche senza carne si può sopravvivere.
A parte il fatto delle atrocità che subiscono gli animali da macello, l’orrore di dover essere ecatombe, tutti i giorni.. questi milioni e miliardi di animali immolati, alla gola dell’essere umano, dell’animale più animale degli altri. E.. e anche gli allevamenti intensivi, per esempio, oggi è provato, che sono una delle maggiori cause di inquinamento. Poi sono allevati in maniera innaturale, sono vere e proprie macchine da carne, imbottigliati di medicine e antibiotici, quindi è una carne malata, e quindi anche dal punto di vista della salute non credo sia molto sano”.
E’ possibile educare alla pace mangiando carne?
Ai nostri bambini viene ancora “inculcata” la carne degli animali, facendoli entrare presto in conflitto con un principio di cui noi esseri umani siamo costituti: “la capacità di provare compassione e solidarietà”. Le conseguenze di questa pratica sono tangibili anche sulla Terra con l’inquinamento, le deforestazioni e gli orrori che si scatenano.
Questa pratica è da mettere in discussione, per arrivare, finalmente, ad essere coerenti con i messaggi che desideriamo i nostri figli possano vivere.
Essere vegetariani significa educare alla pace e alla salute, nostra e del Pianeta.


FAME NEL MONDO


Il grano c’è.
E potrebbe bastare alle popolazioni
denutrite.
Ma il 36 per cento della produzione mondiale
serve solo
all’allevamento del bestiame                                     

                   Per saperne di più clicca QUI.

Ed intanto le bestie destinate al macello vengono ingrassate così tanto da non poter più restare in piedi, picchiate e maltrattante. Di recente un caso in Italia segnalati da Striscia la notizia:

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FABBRICHE, PERSONE O COSE, CONSUMISMO, MALATTIA, CRISI E L’ALTERNATIVA.. IMPORTANTE: ASCOLTIAMO E PASSIAMO PAROLA.


ESPOSIZIONE DIPINTI


Olio su tela, UMANITA'

..QUANDO L’ARTE E’ ESPRESSIONE DELL’ANIMA 

PRESSO IL BAR WOLKENSTEIN, VIA TOTI A MERANO

In questo periodo invernale è possibile osservare l’esposizione di alcuni quadri di Lisa Sperandio, su gentile concessione di collezioni private che ci riportano ai suoi dipinti dall’età di 15 anni ai tempi correnti.

T.J.

VIVEK E L’OCEANICO


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Vivek e Osho

Rajneesh, che si autoproclamò come “Osho” (l’oceanico dall’inglese) morì nel 1990, il tempo dei “figli dei fiori” era passato da trent’anni.
Vivek ingerì una dose fatale di sonniferi in un Hotel a Bombay un mese prima della morte di Rajneesh.
Dalle prove raccolte risulta che Rajneesh affermò sulla sua tomba che Vivek soffrisse di depressione cronica dovuta a instabilità emozionale.

Rajness proponeva ai suoi seguaci di applicare il suo metodo basato sull’infastidire, stimolare, colpire amaramente, scioccare, sfidare, disorientare.. Le menti altrui giustificato dall’intento di “stimolarne il potenziale”.
Peccato che sia un metodo che va contro natura, la quale favorisce la crescita armoniosa di ogni forma di vita in ambiente altrettanto armonioso: il bruco diventa farfalla se non ostacolato nei suoi delicati processi, l’ape impollina se non ostacolata nei suoi delicati processi, il melo frutta se non ostacolato nei suoi delicati processi e così vale per il cucciolo umano che cresce.

Intanto al di la di cosa è giusto o sbagliato,
resta la morte di Vivek, compagnia di un uomo conosciuto in tutto il mondo come “illuminato” che nei fatti quando si spostava era scortato da uomini armati, è morto avvelenato, lasciando lussi sfrenati concentrati la dove ha vissuto e dove vivono tutt’oggi milioni e milioni di esseri umani nella miseria.
Porsi domande resta parte legittima della nostra integrità umana. La differenza è data dalle risposte che ci diamo: che possono avvalere l’inganno mentale oppure restare il più oneste, umili (cioè in ascolto della terra e del cuore universale che pulsa vita) coerenti e trasparenti possibile.
Ad esempio: “Che cosa si intende per illuminazione? E perché Vivek non l’ha raggiunta nonostante le prediche della persona alla quale è vissuta così tanto tempo accanto”?

LS


10827935_354318381432400_6076102650481672789_o Vedendo queste immagini ti faresti aiutare dalla persona che osserva alla finestra? Cosa pensi a proposito dei danni causati dall’omertà? Come valorizzi chi coopera a favore dell’emergere di ogni piccolo pezzo di verità, anche quelli che fatichiamo ad accettare?
Avere la forza e serenità di guardare mettendo insieme ogni piccolo pezzo di verità sparsa è fondamentale per tutti noi in modo da evitare di divinizzare, di mitizzare, di attaccarci all’idealizzare, di rinforzare l’abuso di potere e la dipendenza di chi si sente divinizzato o da qualsiasi mercato che si crea intorno ad esso.

Chandra Mohan Jain si attribuì il nome “Osho” (dal termine “oceanico”, pronunciato osheanic in inglese) con cui oggi è ricordato e presentato, spesso in buona fede, come un illuminato disposto a vivere per favorire l’illuminazione altrui: “L’amore è l’unica religione. Tutto il resto è solo spazzatura” scriveva e diceva. Ma a che concetto di  “amore” si riferiva? Le librerie sono spesso ricche di testi con il suo nome e volto in copertina, distribuiti nel reparto: SPIRITUALITÀ. Le belle parole lette e leggibili nei centinaia di testi spesso originarie da altri antichi e contemporanei umani, deviano l’approfondire di chi fu lo scrittore, cosa fece nella vita, mettendo insieme ogni tassello. Come spesso accade in questi casi, chi osa “guastare la festa” viene spesso aggredito con approcci che lo descrivono “incapace di capire la sua grandezza, ingrato, invidioso, ecc.” e azzittiscono, isolandolo, chi ammonisce “.
Tornano sempre utili le parole di Osho: “Si fa quello che il prete dice e non quello che il prete fa”.. Oppure: “chi parla male di lui è troppo piccolo per capirne la grandezza, non è ancora tempo per lui di capirlo”.
Intanto.. è favorita la visione parziale a scapito della nostra stessa capacità di comprendere che cosa, di dannoso, implichi favorire il predicatore incoerente, morto o vivo che sia.

Come nei casi documentati di moltissimi altri guru (come il Rael dei RAELIANI…) il leader viveva in un lusso e uno sfarzo scandalosi. Come nei casi documentati di moltissimi altri guru, il "leader Osho" viveva in lusso e sfarzo sostenuto da suoi devoti mediante la vendita di milioni di libri, gadgets ed iniziative che hanno fatto dell’insegnamento spirituale un fiorente e lucroso business commerciale. Nella foto è accanto ad una delle centinaia di Rolls Royce di cui disponeva per le sue "passeggiate".

Come nei casi documentati di moltissimi altri guru (come il Rael dei RAELIANI…) il leader viveva in un lusso e uno sfarzo scandalosi. Come nei casi documentati di moltissimi altri guru, il “leader Osho” viveva in lusso e sfarzo sostenuto da suoi devoti mediante la vendita di milioni di libri, gadgets ed iniziative che hanno fatto dell’insegnamento spirituale un fiorente e lucroso business commerciale. Nella foto è accanto ad una delle centinaia di Rolls Royce di cui disponeva per le sue “passeggiate”.


Nell’immagine inziale di questo articolo leggiamo le affermazioni che tutt’oggi tra noi c’è chi “ascolta, considera e pratica”. Possiamo valutare insieme quali danni emergono da chi si sente nel diritto di “infastidire, provocare, colpirle duramente, sfidarle”.. Egli afferma che “solo con questa sfida si portano le sue potenzialità al massimo”.. Lui.. Che tra tutte le critiche mosse contro “i cristiani” con questa sua constatazione riporta lo stesso principio: “il dolore è l’unica cosa che apre alla spiritualità” ed ha continuato a praticare sull’umanità ricattabile lo stesso ricatto Vaticano.. Aumentando i traumi umani, inducendoli alla sterilizzazione e quant’altro che è riscontrabile in più testimonianze.
Resta lecito chiederci: “di che amore” stava parlando? Cosa accade quando, invece, facciamo spazio all’amore inteso come serenità interiore, come “l’unità di misura” con cui rivolgere lo sguardo che valorizza ogni manifestazione di vita, che non legittima il dolore ne l’abuso di potere gli uni sugli altri?

 


“La cosa piú difficile per me é stata quella di stare in piedi davanti agli altri con la mia decisione. Ho sempre avuto la sensazione di dovere spiegare e giustificarmi e spesso non ero abbastanza forte. Tra i miei amici quasi tutti mangiano la carne e spesso mi sono chiesta se sono io quella che ha reagito in modo eccessivo, anche perché comunque fin dalla mia infanzia sono stata accusata di essere troppo sensibile. Soprattutto quando ho avuto la sensazione di violare l’ospitalità di qualcuno, di creare fastidio a chi gentilmente cucinava e mi invitava  ..facevo fatica a rinunciare alla carne. 240_f_113323721_vgvf3l2b812lwqvgsguefuvo0r0tgyurRecentemente mi sono resa conto che questo é un problema generale nella mia vita e che é importante imparare a stare in piedi, anche a rischio di essere ridicolizzato o essere visto come ingenuo, inflessibile o fanatico. Ció non vale solo nell’atteggiamento con gli animali, ma anche in altri ambiti.”
Questa è una preziosa testimonianza che ci aiuta a comprendere quali siano le difficoltà spesso taciute in modo intimo in ognuno di noi quando accettiamo ciò che “per gli altri è giusto” pur sentendo in noi che “qualche cosa vibra stonando”.. E poi.. Spesso.. Ci si adatta..
Perché ci accade questo?
Perché la nostra specie ha una caratteristica base che si può definire “bisogno di appartenenza”: nasciamo e cresciamo con il dubbio di appartenere per via della nostra mente dualistica e questo bisogno mescolato alla paura di sentirci esclusi..ci fa crescere adattandoci a qualsiasi cosa, davvero qualsiasi.. pur di ricevere un minimo di attenzione e riconoscimento altrui.. Pur di sentirci “riconosciuti parte della famiglia, del gruppo, della società”.
E’ un vortice deleterio e purtroppo se ne parla davvero ancora troppo poco pertanto è uno scheletro tenuto negli armadi di tantissimi tra noi. Aprire questo armadio significa avere tanto coraggio e amore verso la vita stessa. La sensibilità è una chiave meravigliosa per riuscire ad aprire l’armadio e liberare la vita. Ma quella sensibilità ha un potere enorme: quello di smascherare castelli di carta! E che accade quando i castelli di carta si rompono? A me piace tanto ricordare, per aiutarci tutti, la storia del RE NUDO: quella favola in cui un re commissionò al sarto un vestito che in eleganza e preziosità non temesse rivali. Il sarto finge di confezionare il vestito commissionato e alla prova generale, con fervida parlantina,  convince il Re di stare indossando un vestito senza rivali come: eleganza, preziosità della stoffa, taglio e comodità ed aggiunge: “Ma solo chi è intelligente lo vede”. Tutto ciò lasciando indossare al Re solo l’aria che lo il-re-nudo-licia-lucchese2-400x300circonda. Nella corte, presente alla prima uscita del Re con il nuovo abito, nessuno ebbe il coraggio di ammettere che egli fosse nudo: “mi scambierebbero per stolto” pensavano tutti.. Alcuni erano pure impauriti dalle conseguenze e dalla possibile ira del Re.. e tutto continuò come sempre finché un bambino di 5 anni, salito sulle spalle del padre per vedere meglio gridò “Il Re è Nudo!!!”. Nella storia si racconta che  questa frase permise a molti di avviare un’ondata tale di risate da costringere il Re, divenuto rosso come un peperone a battere in ritirata. Nella realtà.. Il bambino viene azzittito facendolo sentire “in colpa” per aver “rovinato la festa” oppure viene trattato da “stupido xchè non vede l’abito” e poi col tempo si convince o di “essere l’unico stupido” o “di vedere un bell’abito come tutti gli altri” Chi desidera trovare forza e serenità tale da restare nella realtà ed aiutare così anche gli altri ad uscire da certe trappole.. Può contare sui nostri seminari nati con questo intento:

“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE”  25 FEBBRAIO A PADOVA

“LA VOCE IN ARMONIA” 18 FEBBRAIO A PADOVA  – 4 MARZO A VERNA

per info e iscrizioni:
cura di Lisa SperandioWWW.AVEPAVISTARA.COM

LA STORIA DEI RE MAGI


CHI ERANO I RE MAGI?
PERCHÈ GESÙ SAPEVA LEGGERE DA BAMBINO?10848934_346009932263245_7151004387668727958_o
PERCHÈ VENNE TOLTO DALLA CROCE IN FRETTA.. SENZA SUBIRE LA ROTTURA DELLE TIBIE NONOSTANTE FOSSE PRASSI?
Possiamo accettare risposte preconfezionate che non mettano in discussione ciò che viene
inculcatoci fin da piccini..
Possiamo accettare la versione “magica, fantastica, irreale”.. Che descrive la “fede” confondendola con l’illusione.. E che condanna chi dubita..
Oppure possiamo compiere grandi atti di coraggio.. In nome anche di chi ha timore di essere abbandonato, escluso, sbattuto dalla sfiducia in se stesso..
E raccogliere altre Verità.. Ancora sparse e vive nonostante tutto.
Secondo H. Kersten, teologo storico studioso:
Gesù nacque in un villaggio della Palestina fra gli anni 7 e 4 a.C., come nel racconto tradizionale. I tre Magi erano monaci buddhisti venuti dall’Oriente in cerca di un “reincarnato” e arrivati a destinazione quando il bambino aveva circa due anni. I famosi “doni” dei Magi sono gli oggetti che sempre venivano portati per il riconoscimento della reincarnazione.
E’ appena il caso di ricordare che la reincarnazione di tipo buddhista originario non è una “trasmigrazione delle anime” come nell’induismo e buddismo tibetano (tantrico): nel Buddhismo non esiste una vera anima individuale poichè non si può parlare di un ego permanente ed autonomo: la realtà è caratterizzata da continuo cambiamento e manifestazione.
Nel periodo in cui nacque Gesù molti Ebrei vivevano ad Alessandria, dove probabilmente erano presenti alcune scuole buddhiste, magari con nome diverso, stabilite nel periodo dell’Impero di Alessandro Magno, che comprendeva tutto il territorio fra l’Egitto e l’India del Nord. I collegamenti fra tali località erano rimasti anche dopo la fine dell’Impero di Alessandro. E’ quindi molto probabile che Gesù abbia frequentato da bambino una di queste scuole. All’età di circa 12 anni, Gesù partì con una carovana verso l’Oriente per raggiungere il Nord dell’India e le terre circostanti. Da un secolo o due era iniziata la diffusione del Buddhismo mahayana che poneva l’accento soprattutto sull’amore e la compassione verso tutti gli esseri senzienti (vicino all’approccio del Buddha storico).
La figura più significativa di tale corrente del Buddhismo era quella del bodhisattva: un Illuminato, che, pur avendo raggiunto lo stato non-duale e non-egoico (nirvana), sceglieva di restare nel mondo (samsara) per amore di tutti gli esseri senzienti, cioè per dare il massimo aiuto a tutti i viventi per il raggiungimento dell’Illuminazione.
Tale figura si attaglia perfettamente alla persona e all’opera di Gesù.
All’età di circa trenta-trentacinque anni Gesù ritornò in Palestina per iniziarvi la diffusione delle idee buddhiste di amore, compassione, distacco dalle cose del mondo e non-egoità. La sua predicazione, come quella del Buddha storico, era tesa soprattutto ad abolire qualunque tipo di casta o di rango e qualsiasi tipo di ego individuale o collettivo, così come ogni dualismo, contrapposizione o contrasto. Doveva sparire qualunque sacrificio animale, non era necessaria alcuna istituzione, così come non c’era alcun bisogno di regole formali. Nelle predicazioni del Buddha e di Gesù non c’è alcun posto per privilegi, nè per popoli eletti, in contrasto con quanto preesisteva nella cultura ebraica e nella cultura brahminica. I concetti in contrapposizione come ragione-torto, amico-nemico, e simili, non hanno alcun significato. L’idea di lotta vi è assente. L’Amore universale, l’accettazione di ogni evento, l’inconsistenza di ogni ego individuale o collettivo, l’estinzione del desiderio sono al centro delle due predicazioni.
Data la mentalità dei popoli mediterranei, si trattava di idee che ben difficilmente avrebbero potuto essere accettate, quindi il bodhisattva Gesù era pronto anche a sopportare qualunque genere di prova estrema. Affrontò la crocifissione, dalla quale riuscì a sopravvivere ponendosi in condizioni di morte apparente, tramite la somministrazione dell’”aceto” (ricavato da una miscela di erbe preparata a quello scopo) con l’aiuto di Giuseppe di Arimatea, di Nicodemo e del romano Longino, che erano seguaci delle sue dottrine. La ricostruzione degli avvenimenti effettuata da Kersten sulla base anche dei racconti dei Vangeli è quanto mai accurata e convincente. Anche secondo i Vangeli “ufficiali”, Gesù rimase sulla croce poche ore.
Gesù venne poi rianimato e curato nelle ore successive alla deposizione dalla croce, nel sepolcro acquistato a quello scopo da Giuseppe di Arimatea.
Dopo la Crocifissione, Gesù, con il nome prima di Issa e poi di Yuz Asaf, riprese la via dell’Oriente per raggiungere infine di nuovo il Nord dell’India e in particolare il Kashmir, dove morì in tarda età. L’insegnamento di Gesù è quindi in sostanza il Buddhismo Mahayana, centrato sull’Amore universale, non solo per gli esseri umani, ma anche per gli altri esseri ed entità naturali, che partecipano tutti alla nostra stessa avventura.

A cura di Lisa Sperandio

LA VERITA’ SUGLI STRUZZI


E’ infondato che gli struzzi non nascondano la testa sotto terra in caso di pericolo, non facciamoci più complici di questa diceria. reu_rtx5fzl_alta-630x360

In realtà quando si accorgono di essere in  pericolo scappano, e non hanno certo bisogno di espedienti per mettersi al riparo: riescono a correre fino alla velocità di 80km/h per circa 30 minuti!

In realtà egli china  la testa nel proprio nido solo in casi estremi di pericolo e per proteggere le uova: si tratta di un buco profondo nel terreno.  In questi casi appoggia la testa in modo da controllare l’orizzonte, tendendola comunque pulita, altrimenti soffocherebbe ..assomigliando così ad un cespuglio o ad un grosso sasso. Confondendo il predatore, lascia credere che non ci siano teste e collo da colpire. Se poi il predatore si avvicina troppo, inizia la maratona. struzzo-3Mamma e papà struzzo si dividono perciò i compiti: di notte cova il maschio, sgargiante coi suoi colori bianco e nero, di giorno cova la femmina, di color bruno. C’è da aggiungere che mamma e papà struzzo si dividono per bene i compiti nel custodire le uova: di notte cova il maschio e  prevalentemente di giorno, mamma struzzo si appiattisce nel nido, nascondendo anche il collo che potrebbe tradirla ma tenendo la testa in modo da avere tutto sotto controllo e sono entrambe in grado di allontanarsi di soppiatto per portare in salvo le singole uova.

Fonti info:

 

 


La verità è la verità: che sia creduta o no. Anche se milioni credono ad una menzogna, questa resta una menzogna. Bisogna avere grande coraggio per vivere in accordo con la verità.

cigno-reale-img_23377Vorrei raccontarvi una storia della mia fanciullezza, quando ero un principe, figlio del re Suddhaodana:

“Avevo 9 anni quando un giorno, mentre passeggiavo da solo in giardino, un cigno cadde improvvisamente dal cielo dibattendosi in grande dolore a terra, davanti a me. Mi precipitai a raccoglierlo. Aveva un ala trafitta da una freccia. Afferrai la freccia estraendola. L’uccello gridò mentre il sangue scorreva dalla ferita. Chiusi la ferita con il dito per arrestare l’emorragia e portai l’uccello dentro il palazzo alla ricerca della dama che si occupava dei preparati medicinali. Il cigno tremava: mi tolsi la giubba e gliela avvolsi intorno. Quindi lo sistemai accanto al caminetto reale.

Stavo per andare a procurare del riso per il cigno quando mio cugino Devadatta, che aveva 8 anni, irruppe nella stanza. Stringeva arco e frecce tutto agitato: “Hai visto un cigno bianco cadere qui vicino?” Prima ancora che potessi rispondere vide il cigno che riposava accanto al caminetto. Si precipitò verso l’animale ma lo fermai: “Lascialo stare”.

Mio cugino obiettò: “E’ mio, io lo ho colpito!”

Mi misi tra il cigno e lui risoluto ad impedirgli di avvicinarsi. “Questo uccello è ferito, deve restare qui. Lo prendo sotto la mia protezione”. Era cocciuto e non voleva cedere: “Ascolta cugino, quando volava nel cielo questo cigno non apparteneva a nessuno ma io lo ho colpito, e mi spetta di diritto”. “L’obiezione era giusta, ma le sue parole mi irritavano, sapevo che c’era qualche cosa di sbagliato, anche se non riusciva a dire cosa precisamente”.

Rimanevo li, senza parole, sempre più adirato. Volevo prenderlo a pugni e non so perché non lo colpì. Poi capì come rispondergli: “Ascolta cugino, coloro che si amano vivono assieme ma i nemici vivono separati. Tu volevi ucciderlo. Quindi tu ed il cigno siete nemici. L’uccello non può vivere insieme a te. Io lo ho salvato, ho curato la sua ferita, lo ho riscaldato e stavo andando a cercargli del cibo quando tu sei arrivato. Il cigno ed io ci amiamo. Quindi possiamo stare insieme. Questo uccello ha bisogno di me e non di te.”

Non riuscivamo a trovare soluzione. Decidemmo di sottoporre questa cosa agli adulti. Quel giorno al palazzo si teneva una riunione di Governo e noi ci precipitammo nell’aula del tribunale dove tutti erano riuniti. Io portai il cigno dove mio cugino stringeva l’arco e le frecce. Esponemmo il caso ai ministri e chiedemmo che lo giudicassero. Gli affari di Stato vennero sospesi per ascoltare un accordo. La maggioranza sembrava propendere per lui quando improvvisamente mio padre, il re, si schiarì la gola e diede qualche colpetto di tosse. I ministri tacquero. Decisero all’unanimità che il mio ragionamento era giusto e che il cigno mi spettava. Mio cugino era fuori di se per la rabbia ma naturalmente non poteva fare nulla: avevo avuto il cigno, ma non ero contento. Ero ancora un bambino ma sapevo che la mia vittoria era assai poco onorevole. Il cigno era stato assegnato a me perché i ministri desideravano compiacere mio padre e non perché avevano colto la verità delle mie parole.

Poi rivolgendo la mente all’uccello, mi confortò sapere fosse in salvo, caso contrario sarebbe stato certamente finito in pentola. Curai il cigno per altri quattro giorni, quando la ferita era guarita lo lasciai libero, consigliandogli di volare lontano per non essere di nuovo colpito.

Ben pochi in questo mondo guardano con gli occhi della compassione e perciò siamo crudeli e spietati l’uno verso l’altro. I forti opprimono i deboli. Ancora oggi so che il mio ragionamento era giusto: perché nasceva dall’amore e dalla compassione. Amore e compassione possono alleviare la sofferenza di tutti gli esseri. La verità è la verità, che la maggioranza la accetti o no. Occorre un grande coraggio per sostenere e difendere ciò che è giusto.

rif. Vita di Siddartha il Buddha, narrata e ricostruita in base ai testi canonici pali e cinesi

di Thch Nhat Hanh Ubaldini Ed.

SE TI INTERESSA QUESTO TEMA E LO SENTI RISUONARE VERITIERO,
SE DESIDERI PORTARE ARMONIA NELLA TUA VITA  ECCO I PROSSIMI SEMINARI INTENSIVI IN CUI TI E’ POSSIBILE FARLO:
“POSIZIONI FAMILIARI ARMONICHE”
28 GENNAIO 2017 A MONTAGNA  BZ 
25 FEBBRAIO A PADOVA
per info e iscrizioni:
a cura di Lisa Sperandio


E’ recente la situazione che emerge dalla scuola materna di Torino che ha visto genitori allarmati dalla presenza di serpenti nel giardino. Muniti di testimonianze fotografiche hanno considerato provvedimenti la disinfestazione che implica ovviamente l’utilizzo di prodotti infestanti tra cui molto tossici.  Silvana Audano, responsabile pedagogica della scuola materna «Mirafiori Sud» non ha avvalso l’intenzione di allontanare i serpenti consapevole che non si tratta affatto di animali pericolosi. Si impegna piuttosto a fare del suo meglio per cogliere l’occasione nel favorire la conoscenza inserendo i rettili nel Programma didattico.

Nella foto, la pelle di un serpente dopo la muta

Nella foto, la pelle di un serpente dopo la muta

La paura alimentata dall’ignoranza non aiuta nessuno purtroppo e piuttosto diventa fonte di altri drammi in cui le generazioni future ne pagano sempre le conseguenze.

Sta a tutti noi adulti dunque fermaci e scegliere che cosa alimentare: la paura o la conoscenza? La fiducia in se stessi o la delega a tutto ciò che giustifica l’inquinamento e  l’uccisione di altre forme di vita, seppur utili per lo stesso equilibrio naturale?

Per chi sceglie la conoscenza e la capacità di stare bene con gli altri abitanti della Terra, ecco di seguito molti importantissimi spunti donati dall’esperienza ricca di Christiana Soccini, esperta erpetologica, docente e fotografa naturalistica,  co-autrice di libri specialistici di argomento faunistico pubblicati con diverse case editrici,
collaboratrice all’aggiornamento e all’arricchimento di enciclopedie multimediali, alla stesura dell’Atlante dei Rettili e degli Anfibi della Lombardia e di quello d’Abruzzo. Christina ha esperienza anche nell’ambito dell’informazione scientifica, collaborato con la RAI ed altre aziende e testate giornalistiche.Collabora da oltre quindici anni con gli Enti Locali e con le realtà dell’associazionismo volontario per la gestione, la tutela e lo studio della fauna domestica e selvatica. Collabora da oltre quindici anni con gli Enti Locali, con il Corpo Forestale dello Stato e con le realtà dell’associazionismo volontario per la gestione, la tutela e lo studio della fauna domestica e selvatica.
A PROPOSITO DI SIERO ANTIOFIDICO:
– il siero antiofidico è fuori mercato da anni poiché faceva più danni del veleno di Vipera dal corno, la più velenosa in Italia fra le 5 presenticuccioli-di-cane-arrivo-525x300

SI AIUTA IL CANE METTENDOGLI IL CAMPANELLINO AL COLLO? Il campanellino al collo del cane non lo preserva dal morso di vipera. Nella prossima risposta puoi approfondire il motivo.

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Imparare a stare bene con gli altri esseri è possibile e spesso semplice, importante è ricordarci sempre che non siamo soli: esistono anche loro, con un ruolo nella natura molto utile.

COSA TIENE LONTANI I SERPENTI? I serpenti non odono bene, nel senso che non captano onde sonore dall’etere bensì si avvalgono della percezione delle vibrazioni dal suolo attraverso la mascella inferiore per poi trasmettere la vibrazioni agli ossicini dell’orecchio medio. Per far sì di essere “uditi”, bisogna quindi far pressione a terra. Cosa che tutti gli animali già fanno.
Come tutti i serpenti, anche la vipera scappa velocemente alla percezione di un pericolo imminente.

Un animale in avvicinamento grande e pesante quanto un uomo o stuoli di bambini in corsa le farebbero scappare.

In caso contrario, per ragioni legate ad intorpidimento dell’animale piuttosto che alla sua fase digestiva, il serpente non morderebbe nemmeno. Cosa che tutti i serpenti potrebbero fare invece come reazione di difesa.
Aggiungo che purtroppo solo la regione Abruzzo ha protetto formalmente questo importante animale, mentre per il resto, fra le italiane, solo la piccola vipera dell’Orsini, residua in limitatissime aree d’Abruzzo e non mordace, e la Vipera ammodytes, godono di protezione comunitaria.
 I serpenti della scuola torinese sono innocui biacchi, milordi, carbonazzi… bis bastuner insomma.

Mordaci se non si sa con loro approcciare ma innocui.

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Soltanto il 15% delle 3000 specie di serpenti velenosi di tutto il mondo è considerato velenoso per l’uomo.

A COSA SONO UTILI QUESTI SERPENTI? Lo Hierophis viridiflavus peraltro è un serpente sinantropico, cercano e si nutrono preferibilmente di roditori. Svolgono alla perfezione quel ruolo ecologico per noi fondamentale di limitazione della proliferazione dei ratti.

Cosa fare per evitare il morso di una vipera?
Non disturbare nessun serpente e non tentare di uccidere quelli incontrati. Non camminare tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse. Non frugare tra la vegetazione a mani nude. Non salire su muretti o pendii appoggiando le mani dove non si veda perfettamente. Evitare di sedersi, sdraiarsi o fare picnic  in  luoghi aperti, vicino a  pietraie, muretti, legnaie se non dopo essersi accertato della assenza di serpenti. Indossare scarponcini alti. Se si ha la certezza della presenza di un serpente nel nostro giardino è consigliato introdurre in loco un riccio. Questo animale lo caccia e se ne ciba.
COSA FARE IN CASO DI MORSO? Il morso è raro per gli uomini, più frequente per i cani. Intanto il morso di vipera inietta una quantità di veleno adeguata a paralizzare un ratto. È comunque necessario recarsi in un punto sanitario di soccorso, possibilmente trasportati da terzi. Può sorgere shock anafilattico in caso di allergia o insorgere infezioni secondarie. Normalmente una settimana di flebo di fisiologica, sotto controllo medico degli edemi o di complicanze e qualche dolore addominale e locale, tutto si risolve. Il pericolo può insorgere come detto per allergie, condizioni patologiche già presenti nel soggetto che è stato morsicato (patologie cardio vascolari, attacchi di panico, emofilia …), o se il soggetto è giovane o molto piccolo di statura. Fermo restando che il siero non è più in libera vendita (veniva tenuto nel cruscotto, al caldo, anziché refrigerato, deteriorandosi), esso è somministrato in ospedale e solo se la situazione lo richiede. Comunque non correre in modo che la circolazione del sangue avvenga il più lentamente possibile. Fondamentale quindi è stare calmi, non incidere la parte morsicata, non suggere dai fori del morso, non usare attrezzature elettriche, non cercare l’animale per catturarlo o fotografarlo o ucciderlo.

Insomma, si può dire con relativa certezza che incontrare una vipera è difficile anche per noi che le cerchiamo, più si sale di latitudine in Italia e più diventa raro trovare questi animali a maggior ragione in ambienti urbani, a meno di non vivere al limitare di habitat non antropizzati.
Da stime non pubblicate forse lo 0,5% di chi segnala una vipera ha visto giusto. Normalmente alle persone basta vedere una coda di rettile per pensare ad una vipera, in realtà è probabile che abbia visto una coda di lucertola in fuga, quindi più che “aver visto” hanno sentito…, o un ramarro, oppure – ma devono aver davvero fortuna – han visto una coda di biacco o di natrice (se vicini all’acqua) o di Coronella (fortunatissimissimi!)”

A cura di Lisa Sperandio

LINK UTILI:
Chi è CHRISTIANA SOCCINI:  bioconservation.it

SCUOLA MATERNA DI TORINO ED I SERPENTI 2016/10/22/: http://www.lastampa.it/2016/10/22/cronaca/sono-serpenti-innocui-lasciamoli-fra-i-bambini-jn67pSJZi6AfGxhSIvdLmM/pagina.

 

 


On 25 December 2015 in Aleppo in the Syrian Arab Republic, (left) Esraa, 4, and (right) her brother Waleed, 3, sit on the ground near a shelter for internally displaced persons.Da secoli ci si chiede dove vadano i morti, da secoli ci si risponde “vanno in un altro luogo” oppure “si reincarnano in altre vite” e ci si attacca ad un concetto di anima che viaggia o che arriva a destinazione in un mondo diverso.

Da secoli in questo modo non si trova pace, nonostante si creino enormi mercati ed istituzioni potenti che ostacolano il trovare risposte alternative, realistiche.
E’ urgente mettere in discussione questi credo che in realtà stanno alla base del tramandare di generazione in generazione la sofferenza non riconosciuta dei propri antenati.
Da essi ereditiamo i caratteri genetici e su questo nessuno obietta, perché dunque faticare nel riconoscere che ereditiamo anche emozioni, traumi, ansie, sofferenza?
La sofferenza che proviamo può esserci stata trasmessa da nostro padre, nostra madre, i nostri antenati. Quando siamo in grado di riconoscerlo, POSSIAMO FINALMENTE abbracciare quella sofferenza invece che lasciarci travolgere da essa e possiamo solo così trasformarla.
Quando riconosciamo l’origine di questa sofferenza e l’abbracciamo per trasformarla in serenità, lo stiamo facendo non solo per noi stessi ma anche per nostro padre, nostra madre ed i nostri antenati. Noi siamo il loro continuo, come lo è un chicco di grano dal suo seme originario.
Abbracciare questa sofferenza senza farci travolgere da essa è esattamente come una madre che abbraccia il propio neonato con pazienza, fiducia, serenità, senza confondersi con il pianto del figlio.
Il dolore è inevitabile.
E quando abbiamo compreso questo possiamo andare oltre e riconoscere che il dolore è ovunque. Oltre alla nostra sofferenza individuale e collettiva, in veste di esseri umani, c’è anche la sofferenza nella natura. In tutto il globo avvengono quotidianamente disastri naturali e non naturali: tsunami, incendi, carestie, guerre.
Bambini innocenti muoiono ogni giorno a causa di mancanza d’acqua pulita o cibo o medicinali, animali muoiono ogni giorno in preda alla tortura, al terrore, contro la propria volontà.
Siamo collegati a queste sofferenze, persino se non le sperimentiamo direttamente, noi siamo parte di queste sofferenze ed illuderci che esistano anime che continuano altrove il loro cammino ci impedisce di contattare la realtà e ci limita nel potere di curarla, di trasformarla.
Ecco perché il dolore invece di diminuire, continua.
Quando muoiono quel bambino, quella donna anziana, quel giovane o quella giovane, quel animale, in un certo senso, stiamo morendo anche noi. Eppure al contempo naturalmente siamo ancora vivi, quindi ciò significa che in un certo senso sono ancora vivi anche loro. Questa è una meditazione, una visione profonda. Comprendere questa profonda verità può aiutarci a sviluppare la nostra volontà, il nostro desiderio di vivere in un mondo che possa aiutare anche altri a rimanere in vita, a sorridere, a generare pace.11231112_458815660982671_4268494431449363090_o
Rif. Thich Nhat Hanh
a cura di Lisa Sperandio
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